Bitcoin ha guadagnato il 20% in un mese, ma tre segnali indipendenti — funding rate negativi, vendite delle balene e divergenza ribassista dell’RSI — invitano alla cautela. Benjamin Cowen, fondatore di Into the Cryptoverse, confronta lo scenario attuale ai rimbalzi a meta’ bear market del 2014, 2018 e 2019. Non sappiamo se ha ragione. Ma i dati che cita meritano attenzione prima di cantare vittoria.
Bitcoin è salito di oltre il 20% nell’ultimo mese. Il grafico dice rialzo. Il mood sui social dice ottimismo. Ma se guardi sotto la superficie, trovi almeno tre segnali che raccontano una storia diversa. Non è una previsione. Non sappiamo dove andrà BTC nelle prossime settimane. Quello che possiamo fare, però, è leggere i dati con lucidità: perché l’unica cosa peggiore di perdere un rally è comprare convinti che il peggio sia passato quando, forse, non è ancora così.
In questo articolo esaminiamo i tre segnali che più preoccupano gli analisti, il confronto con i cicli storici tracciato da Into the Cryptoverse / analisi Bitcoin: Benjamin Cowen, e i motivi per cui invece il rally potrebbe reggere. Poi trai le tue conclusioni.
Un rally del 20% in un mese: perché non basta festeggiare
Negli ultimi anni, i rally di Bitcoin hanno sempre seguito lo stesso copione: i long entrano in massa, la leva si espande sui futures perpetual, i funding rate diventano fortemente positivi, e alla fine un’improvvisa liquidazione a cascata spazza via le posizioni sovra-levereggiate e fa ripartire il ciclo. Questo schema è talmente noto che ogni rimbalzo deciso genera subito lo stesso scetticismo: quante posizioni long aspettano di essere liquidate?
Ebbene, questo rally è strutturalmente diverso. E non necessariamente nel senso buono.
Cosa dicono i derivati: short dominanti su un mercato in salita
In sintesi: Durante il rally del 20%, l’open interest di Bitcoin è salito da 30,88 a 34,26 miliardi di dollari (+11% in sei sessioni). Ma i funding rate sono rimasti negativi: da -0,011% il 30 aprile a -0,006% il 6 maggio. Funding negativi su un mercato in rialzo significano che la nuova liquidità è entrata short, non long. Chi apre nuove posizioni si aspetta una discesa.
Non è un dettaglio tecnico marginale. In un rally normale, i trader long guidano il movimento e i funding si alzano fino a diventare insostenibili. Qui succede l’opposto: i futures sono dominati da chi punta al ribasso. Il mercato sale, ma il mercato dei derivati non ci crede.
Un ulteriore segnale arriva dal grafico a 8 ore: tra il 14 aprile e il 6 maggio, mentre il prezzo saliva in modo costante, i volumi scendevano in modo altrettanto costante. Non c’è domanda spot che sorregga il rally. C’è prevalentemente la liquidazione progressiva delle posizioni short che “alimenta” la risalita. Un meccanismo fragile, perché esaurisce il carburante man mano che i ribassisti vengono eliminati.
Le balene vendono mentre il prezzo sale
In sintesi: I wallet che detengono tra 1.000 e 10.000 Bitcoin — il gruppo delle balene medio-piccole — possedevano 4,27 milioni di BTC il 18 aprile 2026. Entro il 6 maggio, quella cifra era scesa a 4,19 milioni: 80.000 BTC venduti in 18 giorni, esattamente nel periodo del rally. Chi ha grandi capitali ha usato la forza del mercato per alleggerire le posizioni.
Questo dato on-chain va letto insieme ai funding negativi. Se il mercato stesse davvero invertendo il trend, le balene comprerebbero in questa fase, non venderebbero. Il comportamento che osserviamo è classico di chi vuole uscire a prezzi migliori, non di chi sta costruendo una posizione rialzista di lungo periodo.
I 3 segnali ribassisti in sintesi
1. Funding rate negativi: i derivati mostrano un open interest in crescita (+11% in 6 sessioni) trainato da posizioni short, non long. Il mercato non crede al rally.
2. Balene in vendita: i wallet con 1.000-10.000 BTC hanno ridotto le loro posizioni di 80.000 BTC in 18 giorni — proprio durante il rally. Chi ha capitali importanti usa la forza per uscire.
3. Divergenza RSI nascosta: il prezzo segna massimi decrescenti, l’RSI massimi crescenti. Nei cicli passati questo schema ha preceduto la continuazione del ribasso.
La divergenza RSI che spaventa i trader
In sintesi: Tra il 5 gennaio e il 5 maggio 2026, il prezzo di Bitcoin ha disegnato un massimo decrescente. Nello stesso periodo, l’RSI (14) ha segnato un massimo crescente. Questo schema si chiama divergenza ribassista nascosta: si forma quando il momentum risale ma il prezzo non riesce a fare nuovi massimi. In un contesto di downtrend, suggerisce continuazione del ribasso, non inversione.
La divergenza viene invalidata solo se Bitcoin chiude giornalmente sopra $81.854. Fino a quel momento, il segnale tecnico resta attivo. Sul grafico giornaliero si aggiunge un altro elemento: l’RSI (14) il 6 maggio si trova a 71,30, appena in zona di ipercomprato. Può significare nuovo momentum. Può anche significare che una fase di raffreddamento a breve termine è statisticamente probabile.
Benjamin Cowen e lo schema che si ripete
Benjamin Cowen, fondatore di Into the Cryptoverse, è uno degli analisti che segue con maggiore attenzione i cicli storici di Bitcoin. La sua tesi attuale è diretta: “Penso che questo probabilmente porterà a un rally che troverà un massimo entro le prossime settimane e poi torneremo giù su quei livelli.”
Il suo ragionamento si basa sul confronto con tre cicli precedenti. Nel 2014, nel 2018 e nel 2019, Bitcoin ha recuperato sopra la bull run band e sopra la media mobile a 200 giorni a meta’ bear market — per poi riprendere il trend ribassista e toccare nuovi minimi. Il tempo tra un minimo di ciclo e il successivo, nei dati storici, va da 140 a 174 giorni.
Al 6 maggio 2026, siamo al giorno 88. Quindi, come dice Cowen stesso: “Chi può sapere cosa succederà tra 3 mesi.”
| Ciclo | Rimbalzo medio | Giorni al minimo | Caratteristica del rally |
|---|---|---|---|
| 2014 | +35% | ~170 giorni | Recupero sopra EMA 200g, poi ritorno ai minimi |
| 2018-19 | +40% (2019) | 140-174 giorni | Recupero bull run band, retail ancora assente |
| 2026 (ora) | +20% | Giorno 88/174 | Massimo apatico, retail assente, altcoin deboli vs BTC |
C’è un elemento che Cowen evidenzia come potenzialmente diverso rispetto ai cicli precedenti: Bitcoin ha segnato il suo massimo precedente nell’apatia, non nell’euforia. L’interesse del retail non è mai tornato ai livelli del 2021. Le altcoin continuano a perdere terreno contro Bitcoin durante tutto il rally. Questo potrebbe segnalare un tipo di bear market strutturalmente diverso. O potrebbe essere semplicemente una fase di accumulazione silenziosa prima di un nuovo ciclo rialzista. Non lo sappiamo.
Il caso contrario: perché il rally potrebbe reggere
Sarebbe disonesto ignorare i segnali che vanno nella direzione opposta. Eccoli, senza filtri.
Gli ETF su Bitcoin spot hanno registrato afflussi per 2,44 miliardi di dollari ad aprile 2026, il valore mensile più alto da ottobre 2025. Non è il comportamento tipico di un mercato che si aspetta un crollo: gli istituzionali stanno comprando.
La bull run band è stata riconquistata. Per molti analisti, questa fascia di supporto rappresenta la linea di demarcazione tra condizioni di bear e bull market. Bitcoin è tornato sopra — e questo è tecnicamente rilevante.
L’EMA a 200 giorni, vicino a $82.108, si trova appena sotto il prezzo attuale. Una chiusura giornaliera sopra questo livello segnerebbe la prima vera riconquista dall’inizio del calo post-ATH di fine 2025. È un dato che i modelli di ciclo a lungo termine non possono ignorare.
Infine, il rendimento da inizio anno di Bitcoin sovraperforma di gran lunga la media di un anno intermedio di ciclo: BTC si trova circa al 10% sotto l’apertura annuale, rispetto a un calo tipico del 30-35% in questa fase. Non è il profilo di un asset in crollo libero.
Livelli chiave da monitorare (6 maggio 2026)
Resistenza critica: $81.810 – $81.854 — rottura con chiusura giornaliera conferma il rally verso $90.460
EMA 200 giorni: ~$82.108 — primo vero recupero dall’inizio del calo post-ATH se tenuto in chiusura
Primo supporto ribasso: $76.656 (Fibonacci 0.236) — ritorno probabile in caso di rifiuto della resistenza
Supporti successivi: $73.467 / $70.891 / $68.314 — livelli Fibonacci in cascata
Invalidazione scenario rialzista: chiusura sotto $64.645 apre il supporto a lungo termine a $59.972
Quello che sappiamo — e quello che non possiamo sapere
Tre segnali tecnici e on-chain puntano verso la cautela. Tre dati strutturali suggeriscono che il rally potrebbe avere basi solide. I livelli di prezzo diranno chi ha ragione: una chiusura giornaliera sopra $81.854 apre la strada verso $90.460 e invalida lo scenario ribassista. Un rifiuto in quella zona riporta Bitcoin verso $76.656 — probabilmente in fretta, visto che le posizioni short dominanti non offriranno lo smorzamento delle liquidazioni long che ha rallentato altri cali.
La cosa più utile che puoi fare adesso è decidere prima cosa farai in ognuno dei due scenari, invece di aspettare che si verifichino per reagire d’impulso. Se sei posizionato sul mercato cripto o stai valutando di entrare, questo è il momento di fare chiarezza sul tuo piano, non di affidarti al rumore dei social.
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