Coronavirus e Dropshipping: Intervista a Robin Calandri, Brand Relations Manager di uDroppy

Coronavirus e Dropshipping: intervista a Robin Calandri, Brand Relations Manager di Udroppy

Dropshipping ai tempi del Coronavirus

Brand Relations Manager ed E-com Manager di uDroppy, Robin Devon Calandri racconta a Business da casa la situazione del business dell’e-commerce in dropshipping in quarantena. Coronavirus e Dropshipping: cosa sta succedendo?

Come Brand Relations Manager ed E-com Manager di uDroppy, hai una visione chiara di quello che sta accadendo tema coronavirus ed e-commerce. Ce ne parli?

“Beh, l’e-commerce si è rivelato uno dei pochi punti del commercio a non essere intaccato dalla situazione che si è venuta a creare. Stiamo parlando di un’emergenza sanitaria che ha comportato una limitazione della libertà di circolazione degli individui.

Gli individui però consumano, hanno delle esigenze… e consumano anche prodotti non essenziali.

Questo ha fatto si che il commercio elettronico esplodesse, letteralmente. Oggi, per necessità di sopravvivenza, l’e-commerce è una realtà fra il pubblico che non lo usava solitamente.

Ci sono stati fin da subito gran bei risultati in ogni forma di e-commerce.

L’e-commerce si è evoluto ed è diventato parte di tutte quelle attività che non sfruttavano questo canale. E questo è qualcosa che avrà degli effetti permanenti. Una volta finito tutto, la realtà degli store online non tornerà assolutamente come prima. Avremo una popolazione educata al commercio elettronico e soprattutto uniforme.

Lato volumi e lato offerta c’è stato un grandissimo sviluppo. Tutto ciò che è offline verrà adesso collegato all’online. Uno sviluppo naturale nato dalla necessità”.

Perché il dropshipping si sta rivelando una delle migliori opportunità di business in quarantena?

“Perché il dropshipping è basato sulla delegazione e sul rischio 0.

Quindi, se hai un computer e una connessione, sei a posto.

Il dropshipping è un business a rischio zero. Ti permette di guadagnare investendo poco, e quindi rischiando davvero poco. Perché? Perché c’è qualcuno che fa il lavoro per te dall’altra parte del mondo.

In questo momento, in Oriente sono molto più avanti per quanto riguarda la situazione di emergenza. L’attività produttiva è tornata a regime. La logistica sta pian piano tornando a funzionare. Quindi, adesso, il modello del dropshipping è perfetto perché è da lì che spediscono.

Noi da qui dobbiamo limitarci a fare quello che abbiamo sempre fatto: avere il nostro store, la nostra strategia di marketing e promuovere il business.

Coronavirus e dropshipping: semplicemente è il momento perfetto”.

Cos’è uDroppy?

“uDroppy è un ecosistema di servizi per chi vuole fare e-commerce.

Una persona che si approccia al mondo dell’e-commerce, indipendentemente dal suo livello di conoscenza ed esperienza, può vedere in uDroppy quel partner ideale che può aiutarlo con tutto ciò che serve per creare il suo progetto. Dal reperimento del prodotto alla logistica, dallo scalare i progetti alla consulenza… Questo è tutto ciò che fa uDroppy.

L’unica cosa che la persona, il cosiddetto merchant, deve metterci è ovviamente la sua fantasia e le sue skills in termini di marketing.

Infatti, lo slogan di uDroppy è ‘Marketing on you, the rest on us’, ed è letteralmente così.

I nostri clienti non devono pensare a niente, se non a promuovere… il resto lo facciamo noi.

In fin dei conti, uDroppy sta continuando il lavoro di Shopify, un’azienda che ha avuto un’idea geniale. Contrapponendosi ai marketplace, come Amazon o Aliexpress, Shopify ha reso l’e-commerce a portata di tutti (in questo periodo, inoltre, Shopify è gratis per 90 giorni per i nuovi clienti). Ha proprio creato l’idea dello store: ti permette di creare uno store ben preciso, con un concept, che permette di fare branding.

Però questo è solo il front-end… uDroppy è tutto quello che c’è dietro”.

Coronavirus e dropshipping: intervista a Robin Calandri di Udroppy

Come uDroppy può aiutare un dropshipper?

“Concretizzando la sua idea.

Tutti pensano che il dropshipping sia facile: effettivamente non hai inventario, il rischio è zero, puoi delegare… Nella pratica però ci sono un sacco di problemi.

Non sai con chi hai a che fare, quali prodotti arrivano, non sai quando e come arrivano, se ci sono problemi devi sapere parlare cinese o nella migliore delle situazioni in inglese.

Quindi, come uDroppy ti può aiutare? Beh, permettendoti di realizzare effettivamente la tua idea.

Hai un prodotto che vuoi promuovere? Ok, noi te lo troviamo, ti troviamo una fabbrica che è in grado di fartelo di buona qualità e di assicurarti la produzione di questo prodotto, che è molto importante. Hai la tecnologia che automatizza tutto. Quindi il fatto che tu abbia un ordine o ne abbia 100, è la stessa identica cosa.

Hai anche un sistema di fatturazione. Ma soprattutto, hai la componente umana che mai come in questo momento è cruciale. Questo è ciò che fa la differenza: le situazioni cambiano in continuazione, quello che valeva cinque minuti fa, non vale già più adesso. Tu, invece, hai una componente umana lì che ti spiega, ti aggiorna e ti da consigli perché ha esperienza. In poche parole, ti aiuta a portare la nave in acque che in questo momento non sono calme per niente.

uDroppy ti permette di scalare.

Coronavirus e dropshipping? È una grande opportunità perché i costi del traffico sono molto bassi. Le grandi aziende e tutti i business locali hanno interrotto le campagne. C’è spazio, c’è tanto traffico e il traffico adesso non costa niente… quindi tutti lo vogliono fare.

Però, una volta lanciato il tuo e-commerce in dropshipping non ti puoi ritrovare con 70 ordini che non sai come mandare. uDroppy fa si che tu non ti possa mai trovare in questa situazione”.

Basandoti sulla tua esperienza all’interno di uDroppy, qual è la nicchia più profittevole in questo periodo di quarantena?

“Fitness.

È non solo la nicchia più profittevole… è la più richiesta. È una nicchia che già un mese fa era proffittevole, ma che se tu cominciassi domani, avresti ancora tutto lo spazio del mondo.

In fin dei conti, la situazione di emergenza per il coronavirus è avvenuta agli inizi della bella stagione. Tutte quelle persone che avevano delle routine in palestra e che vi andavano regolarmente, adesso si ritrovano a non poter fare nulla. Hanno quindi bisogno di attrezzi per poter iniziare a lavorare in casa.

Ci sono poi tutte quelle persone con le classiche buone intenzioni di prepararsi per l’estate.

Adesso, tutti quanti hanno bisogno di articoli che hanno a che fare con il mondo del fitness. Quindi, il binomio coronavirus e dropshipping oggi si traduce in grande opportunità di business”. 

Quindi, per un dropshipper, quali sono i passi de seguire per intraprendere questo modello di business?

“Vuoi fare dropshipping? Prima di tutto, seleziona un partner che sia in grado di darti un buon servizio.

Purtroppo non c’è buona idea che tenga, né skills di marketing che possano essere validamente utilizzate, se dietro non c’è un back-end che sia in grado di supportarti.

Puoi avere l’idea più bella del mondo, ma se non hai qualcuno che sia in grado di trovarti il prodotto, consegnarti il prodotto, aiutarti nei momenti di difficiltà, è molto difficile. Per esperienza dico che avere l’idea buona e saper fare marketing è solo una componente, ma ti serve avere dei professionisti a gestirti le operations: non puoi improvvisarti. Avere un consulente che ti aiuti è fondamentale.

Chi vuole cominciare deve essere serio, andare per gradi e selezionare un partner affidabile, soprattutto in questo momento in cui coronavirus e dropshipping sono legati più che mai”. 

Secondo te, qual è la chiave vincente di un dropshipping?

“Direi lo spirito di adattamento.

La più grande debolezza che io vedo, e che accomuna tutti, sta nel fatto che a volte si è un po’ ciechi. Nell’e-commerce, è davvero lo spirito di adattamento ciò che determina la sopravvivenza. Non è il più forte, né il più intelligente, ma quello che si sa adattare… È esattamente così.

Quindi, è necessario saper leggere ciò che sta accadendo. Devi capire la tua audience, se sta cambiando. Capire se i bisogni stanno cambiando o se devi cambiare il modo in cui presenti la tua offerta.

Bisogna avere empatia con il momento. È ciò che il coronavirus sta mostrando: adesso le pubblicità dei prodotti sono tutte in tema coronavirus perché c’è un’empatia. Sta cambiando il modo di comunicare.

Bisogna anche capire se gli eventuali cali di vendite nel tuo e-commerce occorrono perché magari il tuo prodotto adesso è di interesse di un altro tipo di audience. A volte invece è proprio il caso di lasciare perdere: magari non è il momento per quel prodotto e quindi bisogna puntare su qualcos’altro, o bisogna promuovere in un altro modo, cambiando media, sui social network ad esempio.

Tutti questi sono elementi che fanno si che il tuo progetto venga comtinuamente messo in discussione… e bisogna adattarsi subito. Chi è in grado di fare questo, fa un sacco di soldi”.

Quali sono le skills necessarie per un dropshipper?

“Sicuramente, è fondamentale documentarsi e non avere un approccio superficiale.

Chi comincia a fare dropshipping deve sapere che avere uno store è un business, un business serio. Non è un lavoretto a tempo perso. Altrimenti lascia stare, non cominciare neanche.

Purtroppo c’è un’idea sbagliata del dropshipping.

In questo campo, dove i numeri che si fanno sono davvero consistenti, c’è il problema legato al lifestyle. Molti mentors, molte persone che insegnano a fare dropshipping, si mostrano in Lamborghini o andando in giro in elicottero…

Attenzione però! È necessario sapere che questo è un lavoro che può dare dei grandissimi risultati ma che al tempo stesso va approcciato con la serietà, la costanza e l’impegno di un lavoro.

Ovviamente, poi, le competenze di marketing sono necessarie. Chi fa dropshipping deve sapere promuovere i suoi prodotti con ads, e-mail marketing… o deve avvalersi di qualcuno in grado di farlo. È un requisito necessario”.

Robin Calandri intervista: coronavirus e dropshipping

Quali sono vantaggi di uDroppy rispetto ad altre piattaforme?

“Beh, i vantaggi sono veramente tanti.

A parte il fatto che c’è una struttura di base molto solida, uDroppy ti permette di cominciare subito, di perdere poco tempo, di avanzare in modo più veloce nella curva di apprendimento, soprattutto se ti avvali dell’e-com manager che in 3 mesi ti fa fare quello che normalmente faresti in 8…

Però, il maggiore vantaggio di uDroppy è che ti permette di scalare.

In fin dei conti, il dropshipping è un modello che si adatta a fare testing. Lo dico sempre, chi comincia a fare dropshipping, non finisce facendo dropshipping.

Nel momento in cui hai un minimo di market validation, devi scalare. E quando tu scali e riesci a vendere 100 prodotti al giorno, non ha senso continuare a fare dropshipping.

Quindi, subentrano una serie di modelli di business, o soluzioni, che fanno sì che tu possa davvero fare l’upgrade.

Con uDroppy, puoi cominciare ad ordine i prodotti in bulk, ad utilizzare la virtual warehouse facendo sempre partire i prodotti dalla Cina, ma direttamente dal centro logistico. Quindi spendi meno e velocizzi i tempi di spedizione. Puoi pensare direttamente di importare i prodotti nel paese dove hai intenzione di fare campagne. Puoi decire di fare fast delivery in prepaid o di fare cash on delivery: in alcuni paesi, se non lo fai non vendi.

uDroppy, come struttura e come consulenza, ti accompagna in questo percorso. Come E-com manager, il mio obiettivo non è fare in modo che il tuo negozio in dropshipping vada bene. Il mio obiettivo è fare in modo che tu oggi cominci in dropshipping e domani sei titolare di un brand, fatto e finito.

Quindi ciò che uDroppy ha di diverso rispetto a tutte le altre compagnie è proprio la visione. Ad un certo punto ti licenzierai dal lavoro che stavi facendo e sarai tu probabilmente che darai lavoro ad altre persone”.

Coronavirus e dropshipping: che consiglio daresti a coloro i quali vogliano aprire un e-commerce adesso?

“Essere autodisciplinati ed avere delle aspettative reali. Le persone che hanno successo sono davvero le persone che non mollano e che hanno, lato marketing, una concezione sana.

È necessario quindi rivedere il concetto di fallimento. Il concetto che la nostra società ci da oggi è completamente incompatibile con l’e-commerce e con il marketing. Non esiste fallimento.

Se uno capisce questa cosa, allora è a posto. Esiste soltanto il fare, testare e correggere il tiro… stop.

Primo o poi parti, è matematico. Funziona così. Ogni volta che tu ‘fallisci’ stai in realtà acquisendo dati, esperienza: tutto ciò che ti servirà per partire alla stragrande.

È difficile capirlo, soprattutto se uno si approccia per la prima volta. Però, tantissime storie di guru o influencers del settore cominciano nella stessa maniera. Dalle difficoltà poi arriva il momento di svolta. E c’è un motivo se sono tutte così: è perché questo è il percorso normale.

Quindi, se lo vuoi fare veramente, una volta che hai superato quel momento, ottieni dei risultati. Da lì hai un’esperienza ed un know-how che nessuno ti può togliere e che puoi usare in tanti modi diversi”.