Riepilogo:
- Dichiarazione Criptovalute 2025 con il modello 730 che ora include due quadri dedicati: Quadro W (monitoraggio) e Quadro T (tassazione).
- Devi dichiarare tutti i wallet, anche hardware e app su smartphone.
- L’imposta patrimoniale è del 2×1000 sul valore delle crypto possedute.
- Le plusvalenze sono tassate al 26% fino al 2025 (solo sopra i 2000 €) e al 33% dal 2026 senza soglia minima.
- Anche NFT e Cryptoart vengono tassati come le criptovalute.
Introduzione: Perché la Dichiarazione Crypto 2025 è Diversa
Negli ultimi anni dichiarare le criptovalute era considerato un percorso a ostacoli, comprensibile solo ai commercialisti più esperti. Oggi però il quadro è cambiato radicalmente.
Come ha spiegato di recente l’avvocato Angelo Greco in uno dei suoi approfondimenti video, per la prima volta i redditi da Bitcoin, NFT e altre cripto attività trovano spazio direttamente nel modello 730. Un cambiamento che segna una svolta: niente più dubbi interpretativi, niente più modelli complicati da compilare con l’aiuto di un fiscalista specializzato.
Il modello 730 del 2025, riferito ai redditi 2024, integra infatti due nuove sezioni specifiche, dedicate al monitoraggio e alla tassazione delle cripto attività. Una semplificazione che permette a chiunque di essere in regola con il fisco, senza più il timore di commettere errori grossolani.
Cosa Prevede la Legge Italiana sulle Cripto
Per capire come funziona la dichiarazione, è utile chiarire cosa si intende per cripto attività secondo la legge italiana. Non parliamo soltanto di Bitcoin ed Ethereum: la normativa include tutte le valute digitali, gli NFT e persino gli asset detenuti su wallet privati.
Questo significa che non esistono “zone d’ombra”: se possiedi cripto, che siano custodite su un exchange estero, su un’app del tuo smartphone o su una chiavetta hardware wallet, sei tenuto a dichiararle.
Molti pensano che gli NFT possano sfuggire al fisco perché simili alle opere d’arte tradizionali, che spesso non sono tassate in caso di rivendita da parte di un collezionista privato. La realtà, però, è diversa: gli NFT sono equiparati a cripto attività e quindi sottoposti alle stesse regole fiscali.
Il Quadro W del Modello 730: Monitoraggio e Imposta Patrimoniale
Il Quadro W è stato pensato come uno strumento di monitoraggio fiscale. In questa sezione devono essere indicate tutte le criptovalute detenute, indipendentemente dal luogo o dal metodo di conservazione.
Un dettaglio importante: non conta soltanto ciò che è custodito su piattaforme estere. Anche i wallet privati, quelli su smartphone o hardware, devono essere riportati.
Oltre al monitoraggio, il quadro W prevede anche il pagamento dell’imposta patrimoniale dello 0,2% (2×1000) sul valore complessivo degli asset detenuti. Ad esempio:
- Se possiedi criptovalute per un valore di 10.000 €, pagherai 20 € di imposta patrimoniale.
- Se il tuo portafoglio ammonta a 50.000 €, l’imposta sarà di 100 €.
Una cifra proporzionata che, seppur piccola, rappresenta un segnale chiaro: lo Stato vuole avere un quadro completo del patrimonio digitale dei contribuenti.
Il Quadro T: Tassazione delle Plusvalenze su Crypto e NFT
Se il quadro W fotografa il patrimonio, il Quadro T serve invece per calcolare le tasse sui guadagni.
Fino al 2025 le regole prevedono due condizioni:
- Le plusvalenze sulle criptoattività sono tassate al 26%.
- Si pagano imposte solo se i guadagni annui superano la soglia dei 2000 €.
In altre parole, se nell’arco di un anno incassi 1.999 € di profitti, non paghi nulla. Ma basta un euro in più — quindi 2001 € — per essere tassato sull’intero importo.
Dal 2026 cambia tutto: la soglia dei 2000 € verrà abolita e l’aliquota salirà al 33%.
Ecco un esempio pratico:
- Un investitore che nel 2024 realizza 3.000 € di guadagni paga il 26% = 780 € di tasse.
- Lo stesso importo, se guadagnato nel 2025, verrà tassato al 33% = 990 € di tasse.
Un cambiamento che richiede maggiore attenzione nella gestione degli investimenti e nella pianificazione fiscale.
NFT e Cryptoart: Perché Sono Tassati come Bitcoin
Molti appassionati di arte digitale credevano che gli NFT avessero un trattamento speciale, simile a quello dei quadri o delle collezioni private. In realtà, la normativa non lascia spazio a interpretazioni: gli NFT sono criptoattività a tutti gli effetti.
Ciò significa che chi rivende un’opera digitale ottenendo un guadagno deve versare le stesse tasse previste per Bitcoin o Ethereum.
Esempio concreto:
- Se acquisti un NFT a 500 € e lo rivendi a 1500 €, generando 1000 € di profitto, quel guadagno va dichiarato e tassato al 26% (fino al 2025) o al 33% (dal 2025 in poi).
Operazioni Non Tassabili: Permute tra Criptovalute
Un aspetto positivo riguarda le permute, ovvero lo scambio di una criptovaluta con un’altra.
Secondo le regole, convertire Bitcoin in Ethereum non è considerata una vendita e quindi non genera una plusvalenza immediata. Le tasse scattano solo al momento in cui si riconverte la criptovaluta in euro o in altra moneta fiat.
Esempio pratico:
- Se cambi Bitcoin in Ethereum non devi pagare nulla in quel momento.
- Se invece rivendi gli Ethereum per 3000 € e ottieni un profitto, allora scatta la tassazione.
Consigli Pratici per Non Sbagliare la Dichiarazione
Per evitare brutte sorprese, conviene seguire alcune regole pratiche:
- Conservare tutta la documentazione: estratti conto degli exchange, cronologia delle operazioni e valori di acquisto.
- Non dimenticare i wallet privati: spesso si sottovaluta l’obbligo di dichiarare anche ciò che non è custodito su piattaforme.
- Usare strumenti di calcolo: esistono software e tool che semplificano il calcolo delle plusvalenze, riducendo il rischio di errori.
Un errore comune è credere che piccoli importi non vadano dichiarati: non è così. Anche poche decine di euro vanno segnalate nel quadro W.
Conclusione: Dichiarare le Crypto nel 2025 È Più Semplice
La dichiarazione delle criptovalute nel 2025 non è più un labirinto fiscale. Grazie al modello 730 con i quadri W e T, il processo diventa finalmente accessibile anche ai non esperti.
È fondamentale però comprendere che:
- Tutti i wallet vanno dichiarati.
- L’imposta patrimoniale del 2×1000 si applica al valore totale detenuto.
- Le plusvalenze sono tassate al 26% fino al 2025 e al 33% dal 2025 senza soglia minima.
- Anche gli NFT sono soggetti a tassazione come Bitcoin ed Ethereum.
Chi vuole approfondire può guardare il video esplicativo dell’avvocato Angelo Greco, che ha trattato con chiarezza questi cambiamenti legislativi.
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