Il 23 Maggio potrebbe essere la data che mette un punto di fine.
Un colosso del Network Marketing crolla sotto le accuse
Il mondo del Network Marketing è scosso da un vero terremoto: la Federal Trade Commission (FTC) e lo Stato del Nevada hanno avviato una causa legale contro IYOVIA, nota in passato come IML (iMarketsLive) e I Market Academy. L’accusa è pesantissima: truffa ai danni dei consumatori per oltre 1,2 miliardi di dollari.
Di questo ne abbiamo parlato in questo articolo.
Da piattaforme educative a reclutamento piramidale
Fondata nel 2013 da Christopher Terry, IYOVIA si è presentata per anni come una delle principali piattaforme di educazione finanziaria e trading online. Corsi su forex, criptovalute, opzioni binarie e azioni erano promossi come strumenti per guadagnare online, ma secondo gli inquirenti la formazione era solo un pretesto.
In realtà, come dimostrerebbero i dati interni, la maggior parte degli utenti ha perso denaro, mentre il modello di business si concentrava sul reclutamento continuo di nuovi membri, tipico delle truffe MLM. I promotori venivano incentivati a fare promesse ingannevoli, promettendo guadagni esorbitanti irrealistici.
Chi sono gli imputati in questo momento? Società di comodo e flussi di denaro confusi.
Tra gli accusati spiccano alcuni nomi noti nel mondo del Network Marketing:
- Christopher Terry, fondatore e CEO.
- Isis Terry, co-proprietaria e responsabile finanziaria.
- Alex Morton, figura di spicco nel marketing dell’azienda, che avrebbe incassato oltre 76 milioni di dollari.
- Jason Brown e Matthew Rosa, anch’essi top leader con compensi milionari di oltre 30 milioni di dollari
- Brandon Boyd, noto formatore e promotore, anche lui con compensi milionari.
Oltre agli individui, sono citate anche entità legate all’azienda come Assiduous Inc. e Global Dynasty Network LLC, utilizzate secondo la FTC per facilitare i flussi di denaro, anche in criptovalute.
Per alimentare la crescita fraudolenta di IML, il fondatore ha orchestrato una serie di azioni manipolative: ha assunto una terza parte per pubblicare recensioni false e positive sotto pseudonimo, ha incaricato il consulente per la compliance di disattivare gli account social di chi criticava pubblicamente l’azienda, e ha persino istruito i top leader su come pubblicare dichiarazioni ingannevoli sui guadagni, progettate per eludere i controlli delle autorità. Una strategia costruita non sulla trasparenza, ma sulla sistematica distorsione della verità.
Fine del modello MLM: IYOVIA chiude gli accordi con gli IBO
Termine del modello MLM / Network Marketing
- Con una comunicazione datata 14 maggio 2025, IYOVIA ha annunciato:
- La cessazione di tutte le attività MLM (multi-level marketing).
- La terminazione di tutti gli accordi con gli IBO (Independent Business Owners) a partire dal 23 maggio 2025.
- Il passaggio a un modello direct-to-consumer.
Dettagli sulla chiusura
- Fino al 23 maggio 2025, saranno pagate le commissioni dovute secondo i piani di compensazione.
- Dopo tale data, per accedere a dati o informazioni sarà necessario contattare il supporto.
- Funzionalità di reclutamento nella back-office sono già state disabilitate.
Cosa rischiano coloro che hanno guadagnato con IYOVIA? Implicazioni e commenti legali
Possibili conseguenze per ex collaboratori
- Se il giudice o la giuria dichiarano che si tratta di frode, allora:
- Tutti i guadagni ottenuti dal 2018 ad oggi potrebbero essere restituiti tramite azione di “clawback”.
- Anche ex leader, come David Imonitie, Ivan Tapia, Alex Morton, potrebbero essere coinvolti, pur non essendo imputati principali di questa “lawsuit” dell’FTC e dello stato del Nevada
- Potrebbe esserci un impatto fino a coloro che hanno guadagnato appena $1.000, come avvenuto nel caso Zeke Rewards.
Uso della “Penalty Offense Rule”
- La FTC potrebbe usare questa norma che permette multe fino a $53.000 per infrazione, calcolate in base al numero di clienti/studenti.
- Esiste il rischio che i dati dei clienti vengano usati per stabilire le cifre da rimborsare o addirittura ceduti ad agenzie di recupero crediti, influenzando negativamente le credit score degli ex affiliati.
Infatti una delle conseguenze più allarmanti riguarda chi ha effettivamente guadagnato soldi grazie al sistema IYOVIA/IML.
Per spiegarlo in parole semplici, se il giudice dovesse stabilire che l’intero modello fosse basato su una frode organizzata, la FTC potrebbe procedere con un’azione legale chiamata clawback: un recupero forzato di tutti i guadagni ottenuti, anche retroattivamente fino al 2018.
Questo significa che tutti coloro che hanno generato entrate grazie al sistema, dai leader milionari fino ai piccoli promotori che hanno incassato poche migliaia di dollari, potrebbero essere costretti a restituire i guadagni.
Perché questo avviene?
La FTC utilizza questa procedura per rimborsare i consumatori che hanno perso soldi, i cosiddetti net losers. Il principio è semplice: se una parte della rete ha guadagnato indebitamente in un sistema illecito, quei fondi devono essere ridistribuiti per compensare le perdite delle vittime.
Già in altri casi, come Zeke Rewards (un altro schema MLM smascherato), i tribunali hanno:
- clonato i database degli affiliati,
- ricostruito i flussi economici,
- imposto sanzioni fino a centinaia di migliaia di dollari anche a chi aveva guadagnato “solo” $1.000.
In alcuni casi, le agenzie di recupero crediti hanno acquistato i debiti e li hanno inseriti nei report finanziari dei singoli affiliati, danneggiando il loro credit score per anni.
Riflessione: il Network Marketing tra opportunità e zone d’ombra
Il caso IYOVIA riaccende una discussione profonda sul significato stesso di Network Marketing, un termine che negli ultimi decenni è stato utilizzato in modi molto diversi, spesso opposti.
Da un lato, il Network Marketing è nato come modello innovativo di distribuzione e vendita, basato sul passaparola e sulla costruzione di reti commerciali. Migliaia di aziende legittime in tutto il mondo utilizzano questo modello per vendere prodotti reali – dalla cosmetica al benessere, dalla tecnologia alla formazione – creando opportunità economiche accessibili anche a chi parte da zero.
Dall’altro lato, però, la stessa etichetta è stata adottata da numerosi sistemi che poggiano più sul reclutamento che sulla vendita reale. Alcune di queste strutture operano ai limiti della legalità, altre sono vere e proprie truffe piramidali, che usano corsi digitali, piattaforme educative o trading automatizzato come copertura per uno schema di guadagni insostenibile, dove il reale valore non esiste, gli educatori non sono realmente formati e il sistema non offre nulla al cliente finale.
Il problema non è il nome, ma il modello
La parola “Network Marketing” in sé non è sinonimo di frode. Il problema nasce quando dietro al business:
- Non ci sono prodotti o servizi di valore reale, utilizzabili anche da chi non vuole “sponsorizzare” altri.
- Il focus è solo su bonus di reclutamento, con compensi basati sul numero di nuovi affiliati e non sulle vendite al cliente finale.
- Le promesse economiche sono esagerate, irreali e non verificate, spesso amplificate da eventi, social media e testimonial prezzolati.
- Manca trasparenza, sia nei numeri, sia nella struttura contrattuale.
Fare business vero richiede etica, prodotto e valore
La vera opportunità del Network Marketing esiste e continuerà ad esistere, ma solo se fondata su:
- Prodotti e servizi reali, con valore intrinseco.
- Formazione concreta, senza illusioni.
- Un piano compensi sostenibile, che premia il lavoro vero, non la speculazione.
- Etica e trasparenza, sia da parte delle aziende che dei leader di campo.
La crisi di IYOVIA non deve far demonizzare un intero settore, ma può (e deve) essere un segnale forte per l’industria: solo chi saprà evolversi, con modelli solidi e limpidi, potrà continuare a operare con credibilità e a costruire un impatto positivo nella vita delle persone.
Conclusione: un nuovo caso da manuale per il settore
Il caso IYOVIA potrebbe diventare uno dei più grandi scandali nella storia del Network Marketing moderno, mettendo in luce i rischi legati a piattaforme di trading poco trasparenti e alla mancanza di regolamentazione nel settore delle vendite multilivello.
La FTC ha già avviato la procedura per applicare la Penalty Offense Rule, che prevede multe fino a 53.000 dollari per ogni singola violazione. Se confermato, questo caso potrebbe aprire le porte a rimborsi massicci per i consumatori danneggiati e alla clawback dei profitti ottenuti illegalmente.
Tutto questo può servire da monito chiaro a tutte le aziende del settore network marketing che lavorano con educazione finanziaria e trading online.
Troy Dooly cita apertamente nomi come My Daily Choice, Jifu, Zeta Capital (in fase di lancio), sottolineando che non si tratta di aziende necessariamente illegali, ma che devono agire con estrema attenzione.
Dooly afferma che la mancanza di trasparenza, le affermazioni esagerate e la pressione sul reclutamento sono elementi che espongono anche realtà legittime a gravi rischi legali e reputazionali. E aggiunge:
“Se ascolti i marketer che ti promettono grandi team da portare nella tua azienda, ma non proteggi le fondamenta del tuo business, stai lasciando la tua casa scoperta. E potresti perderla.”
Il suo consiglio è diretto: proteggere la propria azienda, la propria reputazione e il proprio futuro, adottando standard etici, piani di compensazione sostenibili e pratiche di marketing trasparenti. Il caso IYOVIA è un precedente che nessuna impresa nel settore può permettersi di ignorare.
Che azienda scegliere?
La domanda potrebbe avere differenti risposte, ma la riflessione più grande da fare è:
“Tu vuoi rischiare di collaborare con un sistema fraudolento, guadagnare soldi, e poi avere il timore che un giorno verranno a riprenderseli tutti, come potrebbe succedere ai collaboratori indipendenti di IML, IMA, Iyovia?”
