Il 1 luglio 2026 finisce il periodo transitorio del regolamento europeo MiCA. Da quella data gli exchange senza licenza CASP non possono più servire clienti UE, e l’ESMA ha escluso proroghe. In Italia la finestra per i VASP iscritti all’OAM si è chiusa il 30 dicembre 2025. USDT resta fuori dai mercati spot regolamentati. Chi usa una piattaforma non autorizzata dovrebbe verificare subito lo stato e, se serve, spostare i fondi.
Manca sempre meno alla scadenza MiCA del 1 luglio 2026, e una buona parte di chi possiede criptovalute non sa ancora se il proprio exchange potrà continuare a operare. Non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori. È la data oltre la quale offrire servizi crypto a clienti europei senza licenza diventa una violazione del diritto UE. In questo articolo trovi cosa accade davvero, i numeri delle licenze concesse, la situazione specifica in Italia e cosa conviene controllare prima che la finestra si chiuda. Partiamo dal dato che fa rumore: oltre l’80% degli operatori registrati prima di MiCA non ha ancora ottenuto l’autorizzazione.
Cosa scade esattamente il 1 luglio 2026?
Scade il periodo transitorio di MiCA, il regime che ha permesso agli operatori già attivi sotto le vecchie regole nazionali di continuare a lavorare mentre chiedevano la licenza europea. Dal 1 luglio 2026 chi fornisce servizi su cripto-attività a clienti UE senza autorizzazione CASP opera fuori legge.
Il meccanismo nasce dall’articolo 143 del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCA), il cosiddetto grandfathering. La data limite è fissa: l’ESMA, l’autorità europea dei mercati finanziari, lo ha ribadito nel suo statement del 17 aprile 2026 e in un successivo comunicato del 23 giugno 2026, invitando gli operatori non autorizzati a chiudere in modo ordinato. Nessuno Stato membro può prorogare il termine oltre quella data.
Vale la pena chiarire un punto che confonde molti: come funziona il quadro generale delle licenze l’abbiamo spiegato nella nostra guida su come funziona il regime di licenze MiCA. Qui ci concentriamo sulla scadenza e sulle sue conseguenze pratiche.
Le date chiave di MiCA
| Data | Cosa scade | Riferimento |
|---|---|---|
| 30 dic 2024 | Entrano in vigore le regole CASP | MiCA, art. 143 |
| 30 dic 2025 | Italia: ultimo giorno per i VASP OAM e per presentare istanza CASP | DL 95/2025 |
| 30 giu 2026 | Italia: fine operatività ponte per chi ha fatto domanda | Consob/Banca d’Italia |
| 1 lug 2026 | UE: fine del periodo transitorio, nessuna proroga | ESMA, 17 apr 2026 |
Perché così pochi exchange hanno la licenza
La distanza tra il numero di operatori che lavoravano in Europa e quelli che ce l’hanno fatta è enorme. A maggio 2026 risultavano circa 210 CASP pienamente autorizzati in 23 Stati membri, secondo i dati del registro ESMA ripresi da CCN. Prima di MiCA gli operatori registrati a livello nazionale erano oltre 1.200: il tasso di conversione resta sotto il 18%.
Le stime di settore sono ancora più nette. Il CEO di OKX Europe, Erald Ghoos, ha avvertito che la grande maggioranza delle piattaforme non sopravviverà alla transizione, con previsioni che parlano di fino all’80% di uscite dal mercato europeo. Il caso dell’Estonia è indicativo: i VASP licenziati erano 641 a giugno 2021, scesi a 40 a febbraio 2025.
Anche un nome grande come Binance, a metà giugno, non aveva ancora ottenuto l’autorizzazione MiCA: la domanda, giudicata conforme dal regolatore greco, era ferma in fase di revisione ESMA. Secondo noi il punto vero è questo: la dimensione del brand non garantisce nulla, conta solo l’iscrizione nel registro.
La situazione in Italia: Consob, OAM e la scadenza del 30 dicembre
In Italia le date sono due, e questo genera parecchia confusione. I VASP iscritti al registro dell’OAM dovevano presentare istanza come CASP entro il 30 dicembre 2025; chi l’ha fatta può continuare a operare fino al rilascio o al rifiuto della licenza, e comunque non oltre il 30 giugno 2026.
La proroga arriva dal DL 95/2025, che ha esteso di sei mesi il regime transitorio nazionale, come ricostruito dall’OAM. La Consob, nel suo comunicato del 4 dicembre 2025, ha ricordato che chi non chiede l’autorizzazione deve cessare l’attività, risolvere i contratti e restituire ai clienti cripto-attività e fondi.
Sul piano operativo, l’autorizzazione passa dalla Consob con parere della Banca d’Italia. Non è una formalità: la delibera Consob n. 23700/2025 ha introdotto un contributo di vigilanza di 20.000 € a carico di chi presenta la domanda. Per il contesto fiscale collegato, abbiamo trattato a parte le tasse sulle crypto nel 2026.
USDT fuori dai mercati regolamentati: cosa significa
Tether, l’emittente di USDT, non ha chiesto l’autorizzazione come token di moneta elettronica (EMT) prevista da MiCA. La conseguenza è che gli exchange con licenza UE non possono più offrirlo: Binance, Kraken, Coinbase e Crypto.com hanno rimosso o limitato le coppie USDT per gli utenti dell’area economica europea tra fine 2024 e il 2025.
Il CEO di Tether, Paolo Ardoino, ha spiegato che l’obbligo MiCA di tenere il 60% delle riserve in depositi bancari europei è incompatibile con il modello dell’azienda. Attenzione però a un equivoco diffuso: USDT non è vietato. Puoi continuare a detenerlo in self-custody e a scambiarlo su exchange decentralizzati (DEX). Quello che cambia è che una piattaforma regolamentata non te lo può più offrire.
L’effetto sulla liquidità è concreto: i volumi USDT sui mercati UE sono calati di oltre il 70% tra il quarto trimestre 2024 e il secondo del 2025, mentre quelli di USDC sono quasi raddoppiati. Se vuoi capire meglio il ruolo delle coppie di scambio, vedi come funziona uno scambio su exchange.
| USDT (Tether) | USDC (Circle) | |
|---|---|---|
| Licenza MiCA | Non richiesta | Ottenuta (EMT) |
| Su exchange UE | Delistato dai mercati spot | Disponibile e in crescita |
| Self-custody / DEX | Consentito | Consentito |
| Versione euro | Non disponibile | EURC, conforme |
Cosa rischia chi ha fondi su un exchange non autorizzato
Se la tua piattaforma rientra tra quelle che non ottengono la licenza, deve avviare un piano di chiusura ordinata (wind-down). Nel comunicato del 23 giugno 2026 l’ESMA ha chiesto agli operatori non autorizzati di fermare subito l’ingresso di nuovi clienti e di limitare i servizi alle operazioni necessarie per vendere o trasferire gli asset.
I rischi concreti per l’utente
- Account messo in modalità solo-prelievo, con trading bloccato
- Stop ai nuovi depositi e disattivazione delle funzioni operative
- Prelievi forzati in periodi di bassa liquidità e commissioni alte
- Posizioni aperte potenzialmente liquidate a prezzi sfavorevoli
La buona notizia è che la titolarità delle tue cripto resta tua. Le FAQ della Banca d’Italia ricordano che i CASP devono tutelare gli asset dei clienti, e la Consob ha chiarito che se l’operatore non è più legittimato hai diritto alla restituzione di fondi e cripto-attività. Anche l’AMF francese, nel rilanciare le avvertenze ESMA, ha invitato gli investitori a verificare lo stato del proprio fornitore.
Cosa fare prima della scadenza
La cosa più utile, in questi giorni, è smettere di dare per scontato che il proprio exchange sia a posto e verificarlo nero su bianco. Ecco i passi concreti, in ordine.
- Controlla se il tuo exchange è nel registro ESMA dei CASP autorizzati o nella lista OAM dei VASP.
- Leggi le comunicazioni ufficiali della piattaforma su email e sito: molte hanno già pubblicato i piani per gli utenti UE.
- Se la piattaforma non è autorizzata, valuta lo spostamento su un CASP in regola o in self-custody.
- Verifica le tue stablecoin: se detieni USDT su un exchange UE, preparati a convertirlo o trasferirlo.
- Non aspettare il 2 luglio: muoviti prima, quando la liquidità è normale e le commissioni basse.
In breve
Il 1 luglio 2026 non è una scadenza burocratica qualsiasi: è lo spartiacque che decide chi può restare sul mercato europeo. Per la maggior parte degli utenti il rischio non è perdere le cripto, ma ritrovarsi un account congelato proprio nel momento peggiore. La verifica nel registro vale più della reputazione di un marchio.
Se devi scegliere dove spostare i fondi, parti da una piattaforma in regola: abbiamo raccolto le opzioni nella guida ai migliori exchange di criptovalute. E se preferisci tenere il controllo diretto delle chiavi, leggi come comprare e conservare criptovalute in sicurezza.
Domande Frequenti
Cosa succede il 1 luglio 2026 con MiCA?
Il 1 luglio 2026 finisce il periodo transitorio del regolamento europeo MiCA. Da quella data ogni operatore che fornisce servizi su cripto-attività a clienti dell’Unione Europea senza una licenza CASP opera in violazione del diritto UE. L’ESMA ha chiarito che non ci sono proroghe e che nessuno Stato membro può estendere il termine. Gli operatori non autorizzati devono avviare una chiusura ordinata, fermando i nuovi clienti e limitando i servizi al trasferimento degli asset. Per gli utenti significa che alcune piattaforme smetteranno di servire l’area UE.
Il mio exchange può continuare a operare in Italia?
Dipende dal fatto che abbia ottenuto, o almeno richiesto, l’autorizzazione CASP. In Italia i VASP iscritti all’OAM dovevano presentare istanza entro il 30 dicembre 2025 per poter continuare durante la revisione, comunque non oltre il 30 giugno 2026. Puoi verificare lo stato consultando il registro ESMA dei CASP autorizzati oppure la lista OAM. Se l’operatore non risulta legittimato, non può offrire servizi al pubblico e hai diritto a chiedere la restituzione di fondi e cripto-attività. Controlla anche le comunicazioni ufficiali pubblicate dalla piattaforma.
Posso ancora usare USDT in Europa?
Puoi ancora detenere USDT e trasferirlo in self-custody o scambiarlo su exchange decentralizzati. Quello che cambia con MiCA è che gli exchange regolamentati non possono più offrirlo, perché Tether non ha chiesto l’autorizzazione come token di moneta elettronica. Per questo Binance, Kraken, Coinbase e Crypto.com hanno rimosso le coppie USDT per gli utenti UE tra fine 2024 e il 2025. Non si tratta di un divieto di possesso, ma di una limitazione all’offerta sui mercati regolamentati. Le alternative conformi più diffuse sono USDC e la sua versione in euro, EURC.
Cosa succede ai miei soldi se l’exchange perde la licenza?
La titolarità delle tue cripto resta tua: MiCA impone ai CASP di tutelare e separare gli asset dei clienti. Se la piattaforma non ottiene la licenza, deve attuare un piano di chiusura ordinata che prevede il trasferimento dei tuoi asset verso un operatore autorizzato o un wallet personale. Nella pratica potresti vedere l’account passare in modalità solo-prelievo, con depositi e trading bloccati. La Consob ha chiarito che, se l’operatore non è più legittimato, hai diritto a richiedere la restituzione di fondi e cripto-attività. Conviene muoversi prima della scadenza per evitare disagi.
Come verifico se un exchange è autorizzato MiCA?
Il modo più affidabile è consultare il registro interim dei CASP autorizzati pubblicato dall’ESMA, aggiornato a intervalli regolari. In Italia puoi anche controllare la lista dei VASP tenuta dall’OAM. Un punto importante: le tutele MiCA si applicano solo alla specifica entità legale autorizzata nella UE, non automaticamente ad altre società dello stesso gruppo. Verifica quindi il nome esatto della società con cui operi. Se non trovi riscontro nei registri ufficiali, contatta l’operatore e chiedi chiarimenti scritti sui suoi piani di adeguamento.
Binance e Coinbase hanno la licenza MiCA?
La situazione va verificata caso per caso nel registro ESMA, perché cambia nel tempo. Coinbase risulta tra gli operatori che hanno completato l’adeguamento, mentre Binance, al 12 giugno 2026, non aveva ancora ottenuto l’autorizzazione: la sua domanda, giudicata conforme dal regolatore greco, era in fase di revisione presso l’ESMA. Trattandosi di informazioni che evolvono rapidamente, prima di operare consulta sempre il registro ufficiale aggiornato. Il nome noto di una piattaforma non equivale a una licenza valida nel tuo Paese.
MiCA vieta di possedere criptovalute?
No. MiCA non vieta di possedere, detenere o trasferire criptovalute, comprese le stablecoin non conformi come USDT. Il regolamento disciplina chi offre servizi su cripto-attività al pubblico, cioè exchange, custodi, broker e piattaforme di negoziazione, imponendo loro un’autorizzazione. La self-custody, in cui gestisci direttamente le chiavi del tuo wallet, resta fuori dal perimetro dei servizi regolamentati. Anche gli exchange decentralizzati, in quanto privi di un intermediario identificabile, ricadono in un’area ancora non del tutto definita. In sostanza MiCA regola i fornitori di servizi, non il possesso individuale.
Qual è la differenza tra VASP e CASP?
VASP (Virtual Asset Service Provider) era la figura prevista dal vecchio regime nazionale italiano, che richiedeva una semplice iscrizione al registro dell’OAM. CASP (Crypto-Asset Service Provider) è la nuova figura introdotta da MiCA, che richiede invece un’autorizzazione preventiva rilasciata dall’autorità competente e una vigilanza continua. In Italia l’autorizzazione passa dalla Consob, con il parere della Banca d’Italia. Il passaggio da VASP a CASP segna il salto da una semplice registrazione a un vero regime di vigilanza, con requisiti patrimoniali, controlli antiriciclaggio e tutela degli asset dei clienti.
Perché in Italia la scadenza era il 30 dicembre 2025?
Perché ogni Stato membro poteva fissare la durata del proprio regime transitorio nazionale entro i limiti previsti da MiCA. L’Italia, con il DL 95/2025, ha esteso la finestra fino al 30 dicembre 2025 come termine per presentare l’istanza di autorizzazione CASP. Chi ha fatto domanda entro quella data può continuare a operare durante la revisione, ma non oltre il 30 giugno 2026. La scadenza europea generale resta invece il 1 luglio 2026. Questo doppio binario spiega perché in Italia si parla di più date diverse.
USDC è conforme a MiCA?
Sì. Circle, l’emittente di USDC, ha ottenuto l’autorizzazione necessaria sotto il quadro dei token di moneta elettronica (EMT), rendendo USDC e la sua versione in euro EURC liberamente disponibili sugli exchange regolamentati europei. È proprio questa la ragione per cui, dopo il delisting di USDT, molte piattaforme hanno spostato la liquidità verso USDC. Resta comunque buona norma verificare l’entità specifica con cui operi e ricordare che la conformità dell’emittente di una stablecoin è cosa diversa dalla licenza dell’exchange su cui la usi.





