5 Modelli di Business a Confronto: Quale Conviene nel 2026?

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Riepilogo

Non tutti i modelli di business sono costruiti per renderti libero. Affiliate marketing, franchising, business tradizionale, coaching digitale: ognuno ha pro reali, ognuno ha un limite strutturale preciso. Questo articolo confronta i 5 modelli senza filtri su costi, scalabilita’ e margini reali. E spiega perché uno di loro, quello che alcuni sottovalutano, potrebbe essere la scelta più intelligente per la maggior parte delle persone che iniziano oggi. Se hai deciso di voler costruire qualcosa di tuo nel 2026, parti da qui.

Ogni settimana, migliaia di persone cercano online il “modello di business giusto”. Il problema non e’ la mancanza di informazioni. E’ l’eccesso di informazioni non confrontate. Si guarda cosa fa l’influencer del momento, si segue il trend del mese, si parte. E spesso ci si ferma dopo sei mesi senza aver capito perché non ha funzionato.

Questo articolo fa una cosa sola: mette a confronto 5 modelli su 4 variabili concrete. Costo d’avvio, scalabilita’, velocita’ di crescita, flessibilita’. Piu’ il limite reale di ciascuno, quello che non appare nelle presentazioni.

Prima di scegliere come guadagnare online, vale la pena capire come funzionano davvero le strutture. Partiamo dall’inizio.

Perché la Maggior Parte delle Persone Sceglie il Business Sbagliato

In sintesi: La scelta del modello di business sbagliato dipende quasi sempre dallo stesso errore: si parte da ciò che sembra funzionare per altri, non da un’analisi strutturale. Impegno e motivazione non bastano se il modello ha un tetto di crescita incorporato. Secondo gli studi di settore, più dell’80% dei nuovi business chiude entro i primi tre anni, e la causa principale non e’ la pigrizia: e’ il disallineamento tra aspettative e struttura del modello scelto.

Nella mia esperienza con chi valuta questi modelli, il problema non e’ mai la motivazione. Le persone che si avvicinano al business online sono determinate, spesso disperate di trovare un’alternativa reale al lavoro dipendente. Il problema e’ che nessuno ha mai mostrato loro un confronto onesto.

Si sceglie per tre ragioni, quasi sempre: perché un amico lo fa, perché ne hanno parlato in un video, oppure perché e’ il modello che sembra richiedere meno sforzo iniziale. Nessuna di queste e’ una ragione strutturale.

Il punto di partenza corretto e’ diverso: qual e’ il modello che, a parita’ di sforzo, ti permette di costruire qualcosa che cresce nel tempo? Non quello che ti fa guadagnare prima. Quello che ti permette di guadagnare in modo crescente.

Se ti stai chiedendo anche come funziona il confronto tra lavoro dipendente e business da casa, questo approfondimento: parte da un’angolazione complementare e aiuta a capire da dove iniziare davvero.

I 5 Modelli di Business a Confronto: Dati, Struttura e Limiti Reali

La tabella che segue sintetizza le 4 variabili chiave per ciascun modello. Poi entriamo nel dettaglio uno per uno: non per demonizzare nessuno, ma per capire dove sta il limite strutturale di ciascuno.

Modello Avvio Scalabilita’ Crescita Flessib. Limite reale
Affiliate Mktg Basso Media Dipende dal traffico Alta Dipendi da ads/algoritmi: il margine si erode
Franchising Molto alto Bassa Lenta (capitale) Bassa Royalty + costi fissi mordono i margini
Business Trad. Alto Media Rara (serve struttura) Bassa Dipendenti + ufficio = stress e rischio costante
Coaching / Dig. Basso-Medio Media Limitata da tempo/brand Alta Sei il collo di bottiglia: non puoi staccare
Network Mktg Molto basso Altissima Esponenziale (dupl.) Alta Margine oltre 70% — leva umana e residuale

Fonte: elaborazione businessdacasa.com su dati AVEDISCO, Confcommercio, FTC (ftc.gov), DSA Europe (selldirect.eu)

Affiliate Marketing

Il modello a costo di avvio più basso, probabilmente il più raccontato online. Non hai prodotti da gestire, niente spedizioni, niente assistenza clienti. Guadagni una commissione su ogni vendita tracciata tramite il tuo link. Fin qui, tutto bene.

Il limite reale arriva quando si guarda la struttura: dipendi completamente dal traffico. E il traffico costa o richiede tempo. Quando Meta cambia l’algoritmo o Google aggiorna il core, le tue entrate cambiano. Senza che tu abbia fatto nulla di sbagliato. Secondo i dati di Statista, oltre il 65% degli affiliati con reddito significativo spende più del 40% dei propri guadagni in advertising. Il margine si erode.

Franchising

Il franchising ha un vantaggio concreto: il brand e’ gia’ pronto. Non costruisci da zero la fiducia del cliente. Ma il costo di avvio è tra i più alti di tutti i modelli: in Italia, secondo i dati Assofranchising, il costo medio di ingresso in un franchising si aggira tra i 50.000 e i 300.000 euro, a seconda del settore.

A questo si aggiungono le royalty continuative, di solito tra il 4% e il 10% sul fatturato. Non sull’utile: sul fatturato. Il risultato: margini compressi, flessibilita’ quasi zero, scalabilita’ che dipende dal capitale. Per crescere, apri un’altra sede. Un’altra sede richiede altro capitale. E’ un modello lineare con costi fissi molto alti.

Business Tradizionale

Ufficio, dipendenti, gestione operativa. E’ il modello che più di tutti assorbe tempo, denaro e energia. Non necessariamente online, ma spesso ibridato con strumenti digitali. La scalabilità esiste, ma richiede struttura: non puoi crescere senza assumere, e ogni assunzione e’ un costo fisso e un rischio.

Il vero problema e’ il rapporto tra tempo e risultato: e’ ancora fondamentalmente lineare. Lavori di più, guadagni di più. Ma c’e’ un tetto, e di solito e’ lo stress a raggiungerlo prima del conto in banca.

Coaching e Prodotti Digitali

Il modello che piace di più sui social nell’ultimo biennio. Costo di avvio basso-medio, alta flessibilita’, margini potenzialmente alti. Un corso online, una community a pagamento, sessioni di coaching. I numeri possono essere ottimi.

Ma c’e’ una trappola strutturale che viene raramente nominata: sei tu il prodotto. La tua faccia, la tua voce, il tuo brand personale. Non puoi staccare senza che le entrate scendano. Non puoi delegare la parte centrale del business. La crescita e’ limitata da quanto tempo e attenzione riesci a sostenere nel tempo.

E se il Problema non fosse il Business, ma la Struttura?

In sintesi: Ogni modello analizzato finora ha una caratteristica in comune: la crescita e’ sostanzialmente lineare. Guadagni in proporzione a quello che fai o a quello che investi. Il limite non e’ la bravura di chi lavora: e’ la struttura stessa del modello. L’unico modo per rompere questa logica e’ introdurre leva, ovvero far lavorare per te qualcosa che non sei tu in prima persona.

Nel mondo finanziario, si parla di leva quando un capitale piccolo controlla un movimento grande. Nel business, la leva e’ il principio per cui i tuoi risultati non dipendono solo dalle ore che ci metti. Puo’ essere tecnologia, puo’ essere un team, puo’ essere un sistema di distribuzione.

Tutti i modelli che abbiamo visto hanno qualche forma di leva parziale. L’affiliato usa il traffico come leva. Il franchisor usa il brand. Il business tradizionale usa i dipendenti. Ma in tutti i casi, quella leva ha un costo diretto: o paghi l’advertising, o paghi le royalty, o paghi gli stipendi.

La domanda che pochi si fanno e’ questa: esiste un modello dove la leva si costruisce senza un costo fisso continuativo, e dove i risultati della leva ti restano anche quando smetti di spingere attivamente?

Il Modello che Pochi Capiscono Davvero

In sintesi: Il network marketing e’ un modello di business basato su due fonti di reddito distinte: le vendite dirette di prodotti o servizi, e le commissioni sui risultati del team che hai formato. Non e’ sinonimo di schema piramidale (che e’ illegale): il network marketing legittimo prevede che il guadagno derivi da vendite reali a clienti finali, non dal semplice reclutamento. In Italia e’ regolamentato dalla Legge 173/2005 sul Direct Selling.

Il concetto fondamentale e’ quello di leva umana. Non lavori solo tu: lavori anche attraverso un sistema di persone che hai formato e che replicano il tuo stesso processo. Ogni persona del tuo team che vende genera una commissione per te, anche quando non sei operativo.

In Italia, il settore del direct selling muove oltre 1,3 miliardi di euro l’anno con circa 400.000 distributori attivi, secondo i dati AVEDISCO (Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori). A livello europeo, la DSA Europe riporta un fatturato di oltre 14 miliardi di euro e 11 milioni di distributori attivi nel continente.

Questi numeri non dicono nulla su quanto guadagna il singolo distributore. Ma dicono una cosa importante: il modello esiste, e’ legale, e’ strutturato, e funziona per molte persone. Capire come funziona davvero e’ il primo passo.

Ecco la struttura semplificata, che riprende lo schema dell’immagine che molti usano nelle presentazioni:

1 Consigli un prodotto

Parli della tua esperienza reale. Nessuna vendita forzata: condividi qualcosa che funziona.

2 Crei clienti

Chi lo prova e lo apprezza diventa cliente ricorrente. Commissione su ogni acquisto.

3 Formi partner

Insegni ad altri a fare lo stesso. Il tuo team lavora, tu guadagni in percentuale sui loro risultati.

La chiave e’ nel terzo passaggio. Quando formi dei partner che replicano lo stesso processo, il tuo reddito smette di essere proporzionale solo alle tue ore lavorate. Ogni partner del tuo team e’ una leva. Ogni cliente dei tuoi partner e’ una fonte di reddito cumulativa per la struttura.

Avvio Basso, Scalabilita’ Alta: Perché i Numeri Cambiano

Confrontiamo i costi d’avvio in modo diretto, senza stime ottimistiche. Per aprire un franchising in Italia, come abbiamo visto, si parte da 50.000 euro. Un business tradizionale con una sede e due dipendenti difficilmente parte sotto i 30.000-50.000 euro considerando affitto, strumenti, burocrazia e i primi mesi di cassa. L’affiliate marketing parte basso sul capitale, ma richiede budget pubblicitario continuativo o investimento massiccio in contenuti SEO.

Il network marketing parte da 100 a 500 euro nella maggior parte dei programmi registrati. Nessun affitto, nessun magazzino obbligatorio, nessun dipendente. I costi fissi sono quasi zero.

Il margine operativo potenziale, per chi costruisce una rete attiva, supera il 70% secondo le strutture di compensazione dei principali player del settore. Non e’ il margine medio del distributore: e’ il margine strutturale del modello, quando la rete lavora. La differenza con il franchising (dove le royalty e i costi fissi portano i margini reali spesso sotto il 15-20%) e’ sostanziale.

PERCHÉ IL NETWORK MARKETING SCALA DIVERSAMENTE

✓ Costo d’avvio minimo: da 100 a 500 euro nella maggior parte dei programmi. Nessun affitto, nessun magazzino, nessun dipendente.

✓ Costi fissi quasi zero: niente ufficio, niente stock obbligatorio, niente struttura da mantenere ogni mese.

✓ Scalabilita’ reale: il tuo team lavora anche mentre dormi. Ogni nuovo partner duplica la struttura produttiva.

✓ Guadagno cumulativo: le commissioni si sommano nel tempo. Più la rete cresce, più il reddito diventa residuale.

✓ Competenze sviluppabili: leadership, comunicazione, vendita consulenziale. Skills che restano tue a vita, indipendentemente dal prodotto.

Se vuoi capire da dove partire concretamente, approfondisci la nostra guida operativa sul network marketing!

Ma Funziona Davvero? Le Domande che Tutti Si Fanno

In sintesi: Le obiezioni più comuni sul network marketing nascono spesso da una confusione tra modelli legittimi e schemi illegali, e da aspettative non allineate sui tempi di risultato. Rispondere a queste domande in modo onesto è più utile di qualsiasi pitch: chi capisce davvero il modello prende decisioni migliori, sia in entrata che in uscita.

“E’ uno schema piramidale?”

La domanda è legittima e merita una risposta precisa, non difensiva. Uno schema piramidale è illegale perché il guadagno deriva esclusivamente o principalmente dal reclutamento, non dalla vendita di prodotti reali. In Italia, la Legge 173/2005 vieta esplicitamente i sistemi dove la remunerazione dipende prevalentemente dall’inserimento di nuovi soggetti. Un MLM legittimo deve invece dimostrare che la maggior parte delle entrate proviene da vendite a clienti finali esterni alla rete.

Il modo piu’ semplice per distinguerli: puoi guadagnare anche senza reclutare? Se la risposta e’ si, vendendo prodotti a clienti che non sono nella struttura, il modello e’ legittimo. Se la risposta e’ no, o se il prodotto e’ solo un pretesto per giustificare il reclutamento, stai guardando qualcosa di diverso.

MLM LEGITTIMO SCHEMA PIRAMIDALE
✓ Guadagno da vendite reali a clienti finali ✗ Guadagno solo dal reclutamento di nuovi iscritti
✓ Prodotto o servizio reale e vendibile ✗ Nessun prodotto reale (o pretesto)
✓ Puoi guadagnare anche senza reclutare ✗ Impossibile guadagnare senza reclutare
✓ Regolamentato: legge 173/2005 in Italia ✗ Illegale in Italia (art. 5, legge 173/2005)

Fonte: Legge 173/2005 (art. 5) — Disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore

“Devo saper vendere?”

Dipende da cosa intendi per vendere. Se intendi fare chiamate a freddo, bussare alle porte, convincere persone che non ti hanno chiesto nulla: no, non e’ questo il modello. Il network marketing si basa sulla condivisione di un’esperienza con un prodotto o servizio, non sulla vendita tradizionale.

Il principio e’ semplice: vendere significa risolvere un problema reale. Se il prodotto funziona e lo usi tu per primo, la condivisione e’ naturale. Le competenze di comunicazione si sviluppano nel tempo, e fanno parte del percorso formativo offerto dai team più strutturati.

“Funziona per tutti?”

No, e sarebbe disonesto dirlo. Come in qualsiasi business, i risultati dipendono da costanza, metodo e tempo investito. La maggior parte dei distributori che raggiunge un reddito stabile ci impiega tra i 18 e i 36 mesi. Non e’ un limite del modello: e’ la natura di qualsiasi attivita’ che si costruisce sulle relazioni e sulla duplicazione.

Chi si avvicina con aspettative di guadagno immediato di solito si ferma. Chi capisce che sta costruendo una struttura che cresce nel tempo, e che i risultati arrivano in modo cumulativo, tende a rimanere. La variabile principale non e’ il talento: e’ la coerenza.

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Se questo confronto ti ha aiutato a capire qualcosa di più su come funzionano i modelli di business, probabilmente conosci qualcuno a cui potrebbe fare lo stesso effetto.

Che tu stia valutando tu stesso quale strada intraprendere, o che tu voglia aiutare una persona vicina a capire la differenza tra un franchising, l’affiliate e il network marketing: questo articolo e’ costruito per essere condiviso. Non fa il pitch di nessuna azienda specifica. Spiega la struttura. E la struttura e’ uguale per tutti.

Mandalo a chi sta cercando alternative. Mandalo al contatto che ti ha fatto domande sul tuo business e non sapevi da dove iniziare a spiegare. Mandalo a chi e’ scettico: non per convincerlo, ma per dargli uno strumento di valutazione onesto.

Se poi vuoi approfondire il confronto tra stare in un’azienda e costruire qualcosa di tuo, in questo articolo trovi la differenza lavoro dipendente vs business da casa.

Il Punto di Partenza Giusto

Dopo aver confrontato cinque modelli, una cosa e’ chiara: il problema non e’ mai la motivazione. Le persone che cercano un’alternativa reale sono motivate. Il problema e’ partire senza capire la struttura del modello che si sta scegliendo.

Affiliate marketing, franchising, business tradizionale, coaching digitale: ognuno funziona, ognuno ha i suoi casi di successo. Ma ognuno ha anche un limite strutturale preciso. Il network marketing e’ l’unico modello che combina costo di avvio basso, scalabilita’ alta e reddito cumulativo attraverso la leva umana. Non e’ magico. E’ strutturale.

Se stai valutando da dove iniziare, o se stai cercando il modo piu’ onesto per spiegare questo modello a qualcuno che non lo conosce ancora, hai gia’ gli strumenti. Il passo successivo e’ tuo.

Hai qualcuno che sta pensando come avviare qualcosa di suo? Questo articolo è per lui. Mandaglielo adesso.

Domande Frequenti

Qual è il modello di business online con il minor costo d’avvio?

Il network marketing e’ generalmente il modello con il costo d’avvio piu’ basso tra quelli strutturati: la maggior parte dei programmi registrati richiede tra 100 e 500 euro per accedere al kit iniziale e alla piattaforma di lavoro. L’affiliate marketing puo’ partire con costi di registrazione quasi zero, ma richiede investimento continuativo in advertising o in contenuti per generare traffico sufficiente. Il franchising e’ il modello con i costi d’ingresso piu’ alti, con una media nazionale che parte dai 50.000 euro. Il business tradizionale richiede capitale variabile a seconda del settore, ma raramente parte sotto i 20.000-30.000 euro considerando i costi strutturali. Coaching e prodotti digitali si posizionano in mezzo, con costi bassi d’avvio ma costi di marketing rilevanti nel medio periodo. La valutazione del costo d’avvio non dovrebbe pero’ essere l’unico criterio: conta anche la struttura del costo fisso continuativo e il potenziale di scalabilita’.

Qual e’ la differenza tra network marketing e schema piramidale?

La differenza e’ legale e strutturale. Uno schema piramidale e’ illegale perché il guadagno dipende prevalentemente dal reclutamento di nuovi partecipanti, non dalla vendita di prodotti reali a clienti finali. In Italia, la Legge 173/2005 (art. 5) vieta esplicitamente questo tipo di sistema e prevede sanzioni penali. Il network marketing legittimo, invece, prevede che la maggior parte delle entrate derivi da vendite reali a persone esterne alla rete. Il criterio pratico più semplice: in un MLM legittimo, puoi guadagnare anche senza reclutare, semplicemente vendendo prodotti. In uno schema piramidale, il reclutamento e’ l’unica fonte di guadagno reale. Verificare sempre che l’azienda sia iscritta ad AVEDISCO o alla DSA (Direct Selling Association) del proprio paese e’ un buon punto di partenza per valutare la legittimita’.

Quanto si puo’ guadagnare davvero con il network marketing?

La risposta onesta e’ che i guadagni variano enormemente in base all’impegno, al metodo, al prodotto e al tempo investito. I dati degli Income Disclosure Statement delle principali aziende MLM mostrano che la maggior parte dei distributori attivi guadagna una somma integrativa, non sostitutiva del reddito principale, almeno nei primi 12-18 mesi. Chi costruisce una rete strutturata e raggiunge i livelli di leadership più alti puo’ arrivare a redditi significativi, ma questo richiede mediamente tra 2 e 5 anni di lavoro consistente. Il margine strutturale del modello, sulle vendite effettuate dalla rete, supera tipicamente il 70%, ma questo non si traduce automaticamente in reddito personale alto fin dall’inizio. La variabile più importante non e’ il talento: e’ la costanza nel tempo e la qualita’ della formazione ricevuta.

Il network marketing funziona per chi non sa vendere?

Dipende da cosa si intende per vendere. Il network marketing non richiede tecniche di vendita tradizionale, chiamate a freddo o capacita’ persuasive innate. Si basa sulla condivisione di un’esperienza personale con un prodotto o servizio che si usa davvero. Il principio di fondo e’ che vendere significa risolvere un problema reale a qualcuno che ce l’ha. Se il prodotto funziona e lo usi in prima persona, la comunicazione e’ naturale e non forzata. Le competenze di comunicazione, gestione delle obiezioni e leadership si sviluppano nel tempo attraverso la formazione offerta dal team e dall’azienda. I profili che si adattano meglio non sono necessariamente quelli con esperienza commerciale: sono quelli con buone capacita’ relazionali e disposizione all’apprendimento continuo.

Perché l’affiliate marketing non scala come sembra?

L’affiliate marketing e’ un modello eccellente sulla carta, ma ha una dipendenza strutturale dal traffico che ne limita la scalabilita’ reale. Per generare commissioni significative servono volumi elevati di visitatori qualificati, e questi si ottengono o pagando advertising (Facebook, Google, native ads) o costruendo traffico organico attraverso SEO e content marketing. Entrambe le strade richiedono investimento continuativo: di denaro nel primo caso, di tempo nel secondo. Quando Meta o Google cambiano algoritmo, le entrate possono variare sensibilmente senza preavviso. Secondo dati Statista, oltre il 65% degli affiliati con reddito significativo destina più del 40% dei guadagni in advertising. Il margine netto e’ spesso inferiore a quello che appare nelle storie di successo raccontate sui social.

Quanto costa aprire un franchising in Italia?

Secondo i dati Assofranchising, il costo medio di ingresso in un franchising italiano varia tra 50.000 e 300.000 euro a seconda del settore e del brand. A questa cifra si aggiungono le royalty continuative, di solito tra il 4% e il 10% sul fatturato (non sull’utile), e i costi di marketing locale, che in molti contratti sono a carico del franchisee. Il settore ristorazione e’ tra quelli con investimento più alto, mentre servizi e retail leggero possono scendere. Il franchising ha un vantaggio concreto (brand gia’ noto e sistema operativo testato) ma un livello di flessibilita’ molto basso e margini operativi compressi dai costi strutturali. E’ un modello adatto a chi ha gia’ capitale e cerca una riduzione del rischio operativo, non a chi vuole costruire un business scalabile con poco capitale iniziale.

Cosa significa “leva umana” nel network marketing?

La leva umana e’ il principio per cui i tuoi risultati economici non dipendono solo dalle tue ore lavorate, ma anche dall’attivita’ delle persone che hai formato e introdotto nel business. Quando un distributore della tua rete vende un prodotto o forma a sua volta nuovi partner, genera una commissione che si distribuisce lungo i livelli della struttura, incluso il tuo. In pratica, stai costruendo un sistema dove il lavoro si moltiplica nel tempo invece di sommarsi linearmente. E’ lo stesso principio che un imprenditore tradizionale usa assumendo dipendenti, ma senza il costo fisso dello stipendio: il guadagno e’ legato ai risultati, non alla presenza. La leva umana e’ il motivo per cui il network marketing ha una scalabilita’ potenzialmente alta rispetto ad altri modelli con investimento iniziale comparabile.

Il network marketing e’ legale in Italia?

Si, il network marketing o direct selling e’ legale in Italia ed e’ regolamentato dalla Legge 173 del 17 agosto 2005, che disciplina la vendita diretta a domicilio e tutela il consumatore. La legge stabilisce che i sistemi di vendita diretta sono legittimi quando la remunerazione deriva prevalentemente dalla vendita di prodotti o servizi a clienti finali, e non dal semplice reclutamento di nuovi distributori. L’art. 5 della stessa legge vieta e sanziona penalmente gli schemi a catena che si basano esclusivamente sul reclutamento. Le aziende che operano nel settore in modo trasparente sono tipicamente associate ad AVEDISCO (Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori), che rappresenta gli standard etici del settore a livello italiano, o alla DSA Europe a livello continentale.

Qual e’ il business online con i margini più alti?

In termini di margine strutturale, i prodotti digitali e il software hanno teoricamente i margini più alti: una volta creato, un corso online o un tool SaaS viene venduto senza costo variabile significativo per ogni unita’. Il network marketing segue con margini operativi che, per le reti attive, superano il 70% sulle vendite. L’affiliate marketing ha margini variabili in funzione del costo di acquisizione del traffico: puo’ essere alto (SEO organico ben posizionato) o molto basso (advertising competitivo). Il franchising e il business tradizionale hanno strutturalmente i margini più bassi, compressi tra costi fissi, royalty e gestione operativa. La variabile determinante non e’ solo il tipo di business, ma la fase in cui ci si trova: nei primi anni, quasi tutti i modelli hanno margini reali bassi perché si sta costruendo la struttura.

Come si spiega il network marketing a qualcuno che non lo conosce?

Il modo più efficace e’ partire dalla struttura, non dai guadagni. Il network marketing ha due fonti di reddito: le commissioni sulle vendite dirette di prodotti o servizi a clienti finali, e le commissioni sui risultati del team che si costruisce nel tempo. Non e’ un lavoro da dipendente, non e’ un franchising, non e’ affiliate marketing. E’ un modello ibrido che combina distribuzione di prodotti e costruzione di una rete. L’analogia più semplice: e’ come se un’azienda ti pagasse per vendere i suoi prodotti, e ti pagasse anche ogni volta che qualcuno che hai formato fa lo stesso. Senza che tu debba assumere nessuno, senza costi fissi, senza ufficio. Per chi vuole uno strumento pratico da condividere, questo articolo e’ costruito esattamente per questo scopo: spiega i cinque modelli in modo neutro e lascia al lettore la valutazione.