Organizza debiti e scadenze, calcola un avanzo sostenibile e confronta i costi dei rimborsi. Riserva e priorità vanno adattate alla situazione. Se le rate non sono pagabili, chiedi assistenza tempestiva.
Per uscire dai debiti serve prima capire se le rate sono sostenibili. Un elenco preciso aiuta a organizzare il rimborso, ma non basta quando le entrate non coprono casa, alimentazione, salute e scadenze. In quella situazione la priorità è chiedere assistenza e parlare con i creditori, senza aspettare che un’attività extra risolva il problema.
1. Fai una fotografia della situazione
Raccogli contratti, piani di ammortamento, estratti conto e comunicazioni dei creditori. Per ogni posizione annota capitale residuo, rata, scadenza, TAN, TAEG, eventuali arretrati e garanzie. Aggiungi debiti fiscali, prestiti familiari e acquisti rateali: una rata piccola può pesare quando si somma alle altre.
| Debito | Dati da recuperare | Domanda da chiarire |
|---|---|---|
| Prestito o finanziamento | Residuo, rate, condizioni, costi futuri | Quanto costa mantenerlo e quanto estinguerlo? |
| Carta revolving | Saldo, interessi, rata minima, nuovi utilizzi | Il saldo sta davvero diminuendo? |
| Arretrati o cartelle | Importi, atti ricevuti, scadenze | Quali termini richiedono assistenza immediata? |
La Banca d’Italia distingue il TAN dal TAEG: il primo riguarda gli interessi, il secondo esprime il costo annuo complessivo del credito includendo le voci previste dalla disciplina. Per una possibile estinzione chiedi anche un conteggio aggiornato: il TAEG originario non dice da solo quali costi puoi ancora evitare.
2. Calcola quanto puoi destinare al rimborso
Parti dalle entrate nette ragionevolmente stabili. Sottrai le spese essenziali, gli accantonamenti per spese annuali e le rate contrattuali. L’eventuale avanzo è il punto di partenza per valutare un rimborso aggiuntivo. Una percentuale del reddito non sostituisce questo conto: due famiglie con la stessa rata possono avere esigenze molto diverse.
Esempio di budget, non soglia consigliata: entrate nette di 2.000 euro, spese essenziali di 1.250, accantonamenti di 150 e rate di 400 lasciano 200 euro. Prima di assegnarli interamente ai debiti verifica spese imminenti, stabilità del reddito e riserva disponibile. Se il risultato è negativo, un piano di pagamenti extra non è sostenibile.
3. Confronta durata, rata e costo totale
A parità di capitale e tasso, una durata maggiore tende a ridurre la rata e aumentare gli interessi totali. Questo non rende sempre preferibile la rata più alta: deve restare compatibile con il budget. Il confronto seguente usa un finanziamento ipotetico di 15.000 euro, TAN fisso del 7,5%, rate mensili posticipate, nessuna spesa aggiuntiva e nessuna variazione del tasso.
| Durata | Rata mensile | Totale rate | Interessi |
|---|---|---|---|
| 36 mesi | 466,59 € | 16.797,36 € | 1.797,36 € |
| 96 mesi | 208,26 € | 19.992,77 € | 4.992,77 € |
I calcoli usano valori non arrotondati; la rata mostrata è arrotondata ai centesimi. Non sono un preventivo né un confronto tra TAEG. Per offerte reali considera anche commissioni, polizze, condizioni e documentazione precontrattuale. Evita nuovi impegni basati su guadagni futuri ancora da dimostrare.
4. Scegli l’ordine dei rimborsi aggiuntivi
Se tutte le rate sono pagabili, puoi confrontare due criteri. Lo snowball concentra l’extra sul saldo più piccolo e può rendere più visibile il progresso. La valanga privilegia il debito con interessi più elevati: in un modello semplificato, con uguale capacità di pagamento e senza altri costi o vincoli, riduce gli interessi rispetto al pagamento prioritario di debiti meno onerosi.
Nella situazione reale contano anche arretrati, scadenze, garanzie e condizioni di estinzione. Non esiste una regola universale dei 500 euro di differenza o del 20% di tasso. Chiedi i conteggi, confronta gli scenari e mantieni i pagamenti previsti sugli altri debiti. In presenza di azioni esecutive o debiti particolari, fai valutare le priorità da un professionista.
5. Conserva una riserva e controlla ogni mese
Un fondo di emergenza serve a non dover finanziare ogni imprevisto. La cifra dipende da spese essenziali, persone a carico, stabilità delle entrate e coperture già disponibili. Mille euro non sono una soglia adatta a tutti. Costruire la riserva non significa sospendere unilateralmente le rate dovute.
- Distingui le spese essenziali da quelle rinviabili e controlla gli addebiti ricorrenti.
- Accantona anche per spese prevedibili non mensili, come assicurazioni e manutenzioni.
- Verifica con il finanziatore come effettuare un rimborso parziale: un bonifico extra generico potrebbe non ridurre il capitale come immagini.
- Imposta promemoria o pagamenti automatici solo con copertura sufficiente e controlla gli esiti.
- Aggiorna il saldo una volta al mese e rivedi il piano se cambiano reddito o necessità.
Consolidamento e negoziazione: cosa confrontare
Riunire più prestiti può semplificare le scadenze, ma una rata inferiore può dipendere da una durata più lunga. Confronta i pagamenti ancora dovuti sui vecchi contratti con quelli del nuovo finanziamento, aggiungendo costi di chiusura, apertura, eventuali polizze e nuove garanzie. Chiedi una simulazione scritta e valuta insieme sostenibilità e costo complessivo.
Un accordo a saldo e stralcio richiede l’accettazione del creditore e condizioni scritte chiare. Non è automatico e non conviene provocare un ritardo per sperare in uno sconto. Non esiste un momento ideale dopo 90 o 180 giorni valido per tutti: ritardi e inadempimenti possono produrre costi e conseguenze.
Quando serve assistenza sul sovraindebitamento
Se non riesci a pagare con regolarità, contatta presto il finanziatore e chiedi quali opzioni siano concretamente disponibili. La guida della Banca d’Italia sul sovraindebitamento indica anche il ruolo degli Organismi di composizione della crisi (OCC). L’accesso alle procedure richiede una valutazione dei requisiti e della situazione individuale; la cancellazione dei debiti non è garantita.
Prepara elenco dei creditori, entrate, patrimonio, spese familiari e atti ricevuti. Chiedi all’OCC o al professionista quali documenti servono, costi, tempi e perimetro dell’incarico. Non presumere che il primo incontro o l’intera procedura siano gratuiti. Per atti con scadenze ravvicinate cerca assistenza tempestiva.
Quali procedure può valutare l’OCC
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede strumenti distinti. La scheda degli Uffici giudiziari di Genova descrive, tra gli altri:
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore: un piano per affrontare il sovraindebitamento del consumatore, con l’ausilio dell’OCC e la valutazione del tribunale.
- Concordato minore: riguarda determinati debitori diversi dal consumatore; l’accesso dipende dai requisiti previsti.
- Liquidazione controllata: una procedura che coinvolge il patrimonio liquidabile.
L’esdebitazione ha condizioni proprie e non cancella automaticamente qualsiasi debito. Questi nomi servono a orientare il primo colloquio, non a scegliere da soli una procedura. Il saldo e stralcio negoziato con un creditore resta distinto da questa classificazione.
Entrate extra: considerale soltanto quando sono sostenibili
Un incarico aggiuntivo può contribuire al piano, ma il ricavo va ridotto di spese, imposte e contributi applicabili. Inserisci nel budget soltanto entrate ragionevolmente disponibili, senza promettere una data di uscita dai debiti. Non prendere nuovi prestiti per aderire a opportunità di guadagno. La guida all’educazione finanziaria approfondisce il budget; la guida al lavoro online aiuta a distinguere tipi di incarico e compensi.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per uscire dai debiti?
Dipende da capitale residuo, tassi, costi, rate e importi aggiuntivi effettivamente versati. Una stima richiede un piano di ammortamento completo. Dividere il debito per l’extra mensile non considera gli interessi né le rate già previste.
Devo usare tutti i risparmi per estinguere un prestito?
Confronta il conteggio estintivo con i costi futuri evitabili e la liquidità necessaria per spese essenziali e imprevisti. La scelta dipende dalla situazione concreta, non da una soglia di tasso uguale per tutti.
Cosa fare se non riesco a pagare una rata?
Contatta il creditore prima possibile e chiedi per iscritto le opzioni disponibili. Non sospendere autonomamente i pagamenti. Se le difficoltà sono strutturali o hai ricevuto atti legali, fatti assistere da un professionista o da un OCC.
Fonti e aggiornamento
Ultima revisione editoriale: 7 ottobre 2026.