Facebook Ads: licenziato collaboratore corrotto che riceveva soldi per riattivare account pubblicitari

Facebook ADS Corruzione

Facebook Ads: Licenziato collaboratore corrotto che riceveva soldi da un publisher per riattivare account pubblicitari

Un’inchiesta internazionale promossa da BuzzFeed News ha smascherato una truffa riguardante la riattivazione degli account pubblicitari Facebook effettuata da un collaboratore corrotto dell’azienda che avrebbe accettato denaro in cambio dei suoi servizi illegali.

La società publisher ha ricevuto il blocco perché gli annunci pubblicitari violavano palesemente le normative pubblicitarie ammesse dal social network di Mark Zuckerberg.

Come si sono svolti i fatti

Secondo l’indagine di BuzzFeed News tutto sarebbe iniziato nell’estate del 2018.

Durante quel periodo Ryan, un collaboratore dell’ufficio Facebook di Austin, ha stretto un accordo segreto con Asher Burke, il CEO di Ads Inc., una società di marketing di San Diego.

In cambio della riattivazione degli account con gli annunci pubblicitari Facebook promossi da Ads Inc., Ryan avrebbe incassato dalla società di Burke una commissione iniziale di 5.000 dollari e alcuni pagamenti ricorrenti mensili per un valore di circa 3.000 dollari.

BuzzFeed News ha stimato che gli investimenti in pubblicità programmati dalla società sarebbero stati di oltre 50 milioni di dollari.

Gli annunci divulgavano false dichiarazioni riguardanti celebrità che spingevano i consumatori ad acquistare prodotti che inizialmente erano commercializzati con la formula della prova gratuita.

E invece tutto questo generava l’attivazione di costosi abbonamenti mensili a carico degli utenti finali.

Facebook ADS: le comunicazioni tra gli indagati della corruzione

I messaggi in chat tra i due indagati descrivono le modalità di riattivazione dei 59 account pubblicitari associati all’attività dell’agenzia di Burke.

Se qualcuno faceva qualche domanda “scomoda”a Ryan, lui sarebbe stato disposto a “passare per stupido” sostenendo che la procedura era avvenuta per sbaglio.

Poi nelle comunicazioni vengono elencati i termini finanziari dell’accordo:

Per quanto riguarda il pagamento preferirei 3.000 dollari al mese per un minimo di 3 mesi. Oppure una tariffa fissa di 5.000 dollari per provare a risolverti questo problema.

Queste erano le condizioni imposte da Ryan.

Burke ha accettato di pagargli subito $ 5.000 e di versare anche il fisso mensile pattuito fino a quando gli account sarebbero rimasti attivi.

Bello essere di nuovo in affari!“, ha risposto Burke.

Sissignore, è un gioco di squadra completamente nuovo con questo tipo di account“, gli ha risposto Ryan.

La risposta di Facebook

Un portavoce di Facebook ha commentato così questa triste vicenda riguardante le Facebook ADS:

“Questo comportamento è assolutamente vietato dalle nostre politiche e l’individuo non collabora più con Facebook. Stiamo continuando a indagare sulle accuse e adotteremo qualsiasi ulteriore azione necessaria”.

In realtà altre persone potrebbero aver partecipato alla truffa.

Un ex dipendente di Ads Inc. ha dichiarato che la società aveva più di una “talpa” all’interno di Facebook.

L’obiettivo era quello di aumentare le possibilità di far ripartire le pubblicità a pagamento.

A proposito di questi sospetti, Facebook non ha commentato ma afferma che l’indagine è ancora in corso.

Facebook ADS: conclusione

Chissà se anche qui in Italia emergeranno casi simili di corruzione come quello descritto all’interno della notizia di oggi.

Del resto sulla nostra bacheca Facebook spesso compaiono degli annunci pubblicitari nei quali vengono promossi dei sistemi per fare soldi che violano al 100% le normative pubblicitarie ammesse dal social network di Zuckerberg.

Forse il motivo è lo stesso…

Nel team di Facebook potrebbero essere presenti degli “infiltrati” in grado di farsi pagare per riattivare gli account degli affiliati che promuovono offerte “black hat”, cioè offerte che potrebbero causare danni agli utenti.

In ogni caso, se ti interessa imparare a gestire i tuoi account pubblicitari Facebook senza rischiare di essere bannato, approfondisci l’argomento leggendo questo articolo.