Enrico Lugnan Intervista: Marketer e Fondatore di Social Media Hacks Italia

Enrico Lugnan Intervista: marketer e founder di Social Media Hacks Italia

Quattro chiacchiere con Enrico Lugnan

Enrico Lugnan, fondatore del gruppo più attivo in Italia sui social media, Social Media Hacks, racconta a Business da Casa la sua storia. Dall’esperienza in America al suo successo nel mondo online, direttamente dal suo ufficio in casa a Trieste.

Descriviti con 3 aggettivi

“Determinato, romantico e… resiliente”.

Qual è la tua sede?

“Trieste, Friuli Venezia Giulia.

Negli anni, ho creato il mio ufficio in casa con tutto il necessario: impianto luci, webcam, microfono.

Generalmente mi muovo 2-3 volte al mese per clienti, eventi, incontri… ma sto principalmente a Trieste”.

Raccontaci la tua storia

“La mia storia nel mondo online comincia 3 anni fa… ma partiamo da qualche anno prima.

In terza superiore ho passato un anno in America. Lì ho visto tante cose che mi hanno segnato, soprattutto un sistema diverso da quello italiano e che mi piaceva molto.

Effettivamente, tornato in Italia mi sono scontrato un po’ con il sistema italiano: ‘non andavamo molto d’accordo’.

Poi, all’università, ho fatto prima un anno di Fisica. Dopo il primo semestre, però, mi sono reso conto che non avrei mai voluto fare il fisico nella vita e così mi sono spostato ad Economia e Management in inglese.

Sono stato iscritto per 3 anni ma in realtà passavo le giornate davanti le serie tv, film, Play e Netflix…

Ho deciso quindi di abbandonare l’università e andai a lavorare in un’agenzia di assicurazioni come Consulente vendite.

Lì ho conosciuto una persona che mi ha introdotto al mondo delle Solo Ads, ovvero della vendita di traffico e-mail per mlm, network marketing e affiliate marketing. Sono entrato quindi dalla ‘porta sul retro’: non vendevo prodotti o servizi a terzi, ma semplicemente vendevo traffico a persone che volevano trovare nuovi clienti.

In realtà, questa nicchia dell’online marketing non mi piaceva molto: non era in linea con i miei principi e con la mia etica in generale.

Quindi mi sono spostato a gestire account Instagram, creando un gruppo su Facebook sul mercato americano con 14.000 persone insegnando loro come utilizzare Instagram nella maniera corretta.

Da lì abbiamo creato un’agenzia di marketing che ha lavorato con tante aziende e influencers, corporate americane, ecc… arrivando ad avere fino a 26 collaboratori al mese.

Eravamo 4 soci e non sempre le cose vanno bene quando si è tanti: ognuno ha le proprie visioni, le proprie idee di business e propri obiettivi. Quindi ho deciso di tornare in Italia (anche se fisicamente non mi sono mai mosso) lavorando con il mercato italiano.

Ho quindi aperto Social Media Hacks Italia, posizionandomi come Consulente per determinate aziende e determinati professionisti, spaziando dall’email marketing alle Facebook Ads, Funnel e Growth Hacking, ecc.

Oggi Social Media Hacks Italia è il gruppo più attivo nell’ambito social media marketing in Italia in meno di un anno, praticamente a spesa zero”.

Intervista a Enrico Lugnan: marketer e fondatore di Social Media Hacks Italia

America-Italia: qual è la maggiore differenza che hai riscontrato tra i due mercati?

“Beh, innanzitutto c’è una differenza culturale profonda.

L’America è chiamata la ‘Terra delle Opportunità’ e viene definita così anche per l’approccio culturale che le persone hanno sia a livello personale, di progetti e quindi di business, sia per come è strutturato il sistema dell’educazione.

Ci sono tante lacune nel sistema americano, sicuramente non è un sistema perfetto, però in certi ambiti è molto meritocratico. Quindi, l’anzianità non è necessariamente una cosa fondamentale, come nel sistema italiano.

Lì contano le competenze, la caparbietà e la voglia di fare le cose. Ci sono casi in cui, chi è molto bravo, riesce a laurearsi a 16 anni, cosa che per l’ordinamento italiano è assolutamente impossibile. La stessa cosa vale per i contratti di lavoro.

Esempio diretto… Ho fatto un pitch al dipartimento marketing in una importante azienda con 400 dipendenti. Enrico Lugnan all’epoca aveva 25 anni: mi sono ritrovato da solo davanti all’intero dipartimento marketing con persone di più di 40 anni con almeno 20 anni di esperienza e non c’era nessuna problematica di quel tipo.

In Italia è un po’ differente anche se adesso le aziende si stanno un po’ aggiornando sotto questo punto di vista. Ancora però, il divario culturale si nota un bel po’.

Ovviamente, come dicevo, ci sono molte lacune anche dal punto di vista organizzativo che non vanno sottovalutate. Però, se uno è determinato e ha voglia di arrangiarsi è più facile e più semplice fare business negli Stati Uniti che in Italia, dal mio punto di vista.

Poi, chiaramente, se uno vive in Italia ed opera negli Stati Uniti, i costi sono ancora più bassi. Il costo della vita in Italia è più basso e le opportunità e i prezzi che si applicano al mercato americano sono decisamente migliori rispetto a quelli italiani”.

Il più grande fallimento di Enrico Lugnan. Ci racconti qualcosa?

“Con Social Media Hacks avevamo deciso di fare una linea di magliette con la scritta ‘Fallito’…

Effettivamente, tutti quelli che hanno cercato di raggiungere qualcosa, in qualche modo hanno fallito.

Per quanto mi riguarda, ce ne sono stati parecchi.

Quelli che mi hanno pesato un po’ di più sono stati quelli che coinvolgevano la formazione in generale, partendo dall’università. Dover abbandonare gli studi per me è stato un fallimento. Purtroppo però non ero in linea con quel tipo di struttura.

Poi ci sono stati dei mentori che mi hanno abbastanza deluso… avevo investito dei soldi.

Anche il business dell’email marketing è stato un insuccesso. Ad un certo punto, quando AWeber e GetResponse hanno iniziato ad essere più stringenti su determinate cose, siamo stati costretti a chiudere. Nonostante si trattasse di un business che fatturava bene a livello annuale, abbiamo dovuto chiuderlo da un mese all’altro.

Anche il lancio di un corso Instagram con Avenik in America. Nonostante abbia fatto circa 30k nei primi 5 giorni (senza budget pubblicitario), non eravamo organizzati per la gestione in back-end e abbiamo dovuto lasciar perdere.

Ci sono state poi diverse collaborazioni con tante persone che non sono andate a buon fine.

In realtà, non tengo traccia di specifici fallimenti, ma il fallimento è nel quotidiano. C’è sempre quella piccola cosa che non va secondo i piani. Quindi ce ne sono tanti, ma come è giusto che sia.

La formazione ha un ruolo fondamentale, soprattutto quando stai per iniziare. Ma da dove bisogna partire?

“Prima cosa: imparare l’inglese.

Consiglio vivamente di cercare tutte le community di condivisione e contenuti gratuite che esistono sul mercato americano. A livello Facebook Ads puó essere Facebook Ad Buyers o per Instagram potrebbe essere Instagram Marketing Secrets di Christien Bouc. A livello generale direi Warrior Forum, un vecchio forum dell’online marketing. Ci sono anche Quora, Medium, i libri.

Ci sono un sacco di risorse gratuite, ora anche sul mercato italiano.

Però in generale, per me la formazione all’inizio deve essere orizzontale: bisogna cercare di capire l’argomento nel suo insieme. Cercare di capire cosa sono, per esempio, le Facebook Ads, cos’è l’affiliate marketing, come usare al meglio i social network, cosa vuol dire social media management, ecc.

Una volta fatto ciò, ci sono un sacco di libri a parer mio fondamentali che una persona dovrebbe leggere.

Purtroppo tante persone entrano in questo mondo con la convinzione che sia possibile essere liberi finanziariamente in 30-90 giorni. Quindi bisogna fare un grosso lavoro, dal mio punto di vista, sulla mentalità, sulla pazienza e sulla creazione di sistemi per la creazione di business sostenibili. Scegliere l’outsourcing, per esempio, piuttosto che la delegazione di determinate task o la prioritizzazione.

Quando si è capito in generale come bisogna essere a livello personale, a livello di mentalità e poi a livello organizzativo, allora si può cominciare ad investire in formazione specifica che a sua volta va fatta solo con determinate persone che hanno dei risultati inconfutabili.

Nominando le Facebook Ads, a livello mondiale sicuramente Tim Burd e Depesh Mandalia. Per la formazione tecnica, a livello nazionale, direi Daniele Castro di Prospect Academy“.

Enrico Lugnan intervista: marketer e founder Social Media Hacks Italia

Torniamo al business di Enrico Lugnan, Social Media Hacks, il gruppo più attivo in Italia sul social media marketing. Cosa c’è dietro la creazione di una community?

“Beh, costruire una community è il lavoro più sottovalutato. È un lavoro a tempo pieno.

L’errore più comune? Crearla con un secondo fine.

Nel momento in cui crei una community con l’obiettivo di monetizzare subito, questa community automaticamente muore. Non stai cercando di dare qualcosa alle persone: stai chiedendo. Ne parla Gary Vaynerchuk in Jab, Jab, Jab, Right hook e in The thank you Economy.

Deve instaurarsi una economia della gratitudine, dove si cerca di dare del valore reale alle persone e chiedere in cambio, eventualmente, un corrispettivo monetario che ha un valore inferiore al valore percepito della community.

Questo però significa anche che non si può ricadere nelle banalità, né nello scopiazzare gli altri. Soprattutto, creare una community reale attorno a qualcosa di fittizio, a qualcosa di inflazionato, non ha molto senso in un mercato altamente competitivo.

Quindi, tenersi sempre quel riserbo sulla condivisione di informazioni può avere senso a livello di business però a quel punto, bisogna prima posizionarsi e poi creare una community. Se uno non è posizionato, non è una figura di riferimento e non ha neanche un valore da dare, di base si verrà a creare una community ‘fuffa’. Si cerca solo di creare qualcosa tramite l’interazione e le tecniche di community management, ma di base il valore percepito non c’è.

Con Social Media Hacks Italia noi abbiamo cominciato condividendo nei primi 90 giorni 60 video lezioni. La prima settimana usciva 1 lezione al giorno. Si trattava di video di 1 ora su determinati argomenti.

Poi chiaramente ci sono degli stratagemmi, come rispondere sempre a tutti, taggare sempre la persona a cui si risponde e mettere like in maniera tale che riceva più notifiche. Massimizzare l’efficienza dei like, cercare di dare live e di fare interagire nel frattempo le persone.

Dal punto di vista strategico, è importante creare i cosiddetti true fans. Una volta creati, allora puoi pensare di cominciare a monetizzare.

Ma partire pensando già di monetizzare è quasi impossibile”.

Un trend mondiale che vedi e che ti emoziona molto?

I podcast. Non è un nuovo trend ma sta prendendo traction con Amazon Alexa e Google Home. Enrico Lugnan è un vero ascoltatore di podcast: sono assolutamente felice che il trend stia crescendo. Una piattaforma raccomandata é Anchor.fm per crearli nella maniera migliore .

Il secondo trend è TikTok che sto adocchiando da quasi un anno. Ho avuto anche il piacere di intervistare Michael Sanchez di TikTok Marketing Secrets.

È una piattaforma molto interessante e penso che potrà essere usata da chi capisce bene i social.

Se su Instagram le persone hanno creato lì la loro audience, crescendo con interazioni e pubblicando contenuti di un certo tipo, TikTok ha una necessità quasi strategica nella creazione dei contenuti. Sarà una cosa interessante e secondo me molto meritocratica”.

Gli ultimi 100 euro spesi nel tuo business?

“Enrico Lugnan ama gli audio libri. Alcuni mi sono piaciuti talmente tanto da comprare la versione cartacea.

Gli ultimi sono stati: Ego is the Enemy e The Daily Stoic di Ryan Holiday, Start with Why di Simon Sinek e The 4 hour Body di Tim Ferriss. Li considero veri e propri asset di business.

Infine 1 litro di olio di cocco perché sono in intermittent fasting in keto diet”. 

5 libri che consiglieresti

Contatti

Profilo facebook di Enrico Lugnan: https://www.facebook.com/Lugyz

Email: enrico@socialstrategy.pro con oggetto: “ho un problema”

Gruppo Facebook di Social Media Hacks Italia: https://www.facebook.com/groups/socialmediahacksitalia/

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