Film “Vivi la tua Missione”: Intervista a Fabio Gallerani

Fabio Gallerani intervista: film Vivi la tua missione

La vera storia di Fabio Gallerani

Il 25 aprile è uscito il suo film “Vivi la tua missione”… Oggi Fabio Gallerani, fondatore di Marketing Genius e creatore del Sistema Authority, racconta a Business da casa cosa lo ha portato a creare un film sulla sua storia: dall’insoddisfazione per la carriera universitaria alle disavventure in giro per il mondo, fino ad essere oggi il punto di riferimento di più di 35.000 imprenditori professionisti nel campo della formazione digitale.

Fabio Gallerani è il punto di riferimento per imprenditori professionisti e tutti coloro che hanno un prodotto o servizio da vendere. La metodologia formativa che utilizza è conosciuta a livello nazionale per la praticità ed efficacia e, soprattutto per i risultati concreti dei suoi studenti.

Chi è Fabio Gallerani?

Sono un formatore ed imprenditore nel settore del marketing digitale. Nel tempo, ho creato varie aziende nel mondo digital ed oggi insegno quello che ho fatto e che ha funzionato per le mie aziende.

Faccio tutto questo attraverso un sistema, il Sistema Authority™, che aiuta le persone in una fase quasi ignorata oggi nel mondo del marketing, che è la gestione e la chiusura del contatto digitale.

Molti, infatti, si focalizzano sul generare contatti ma nessuno si focalizza su ciò che avviene prima e dopo: chi sei tu, cosa fai, perché dovrebbero pagarti, come gestisci quel contatto e come lo porti a pagare.

Insieme a Matteo Pittaluga, come anticipato prima, siamo i fondatori di Marketing Genius, azienda leader nella formazione di professionisti digitali.

Abbiamo formato più di 35.000 imprenditori professionisti nel campo digitale, aiutandoli a digitalizzare la loro attività.

Ultimamente, inoltre, ci stiamo focalizzando molto sul mondo formativo istituzionale perché vogliamo cambiarlo per sempre.

Sappiamo infatti che nel mondo formativo e istituzionale la formazione è focalizzata sulla teoria: quando poi esci dall’università praticamente non sai fare nulla e di conseguenza non riesci a trovare un lavoro soddisfacente dal punto di vista economico…

Proprio per questo, la mia metodologia di formazione è considerata innovativa, perché basata all’80% sulla pratica, ed è stata anche riconosciuta nel 2019 a livello mondiale dal Global Forum of Education and Learning.

A novembre, infatti, sono stato premiato tra i top 100 Educational Leaders a livello mondiale, proprio grazie ai risultati dei miei studenti.

Sono quindi focalizzato sull’insegnare capacità altamente monetizzabili specialmente in ambito digitale. Queste permettono a professionisti, imprenditori e tutti coloro che vogliono fare carriera, di farsi pagare tanto proprio per le loro competenze non sostituibili e difficilmente disponibili nel mercato lavorativo”.

Il 25 aprile è uscito il tuo film ‘Vivi la tua Missione’ che parla del tuo viaggio verso il successo: perché hai deciso di raccontare la tua storia?

“Nel 2009 mi trovai in una situazione in cui tantissimi giovani si ritrovano oggi, quella di scegliere l’università quasi per forza.

In effetti, il periodo successivo alle scuole superiori è un periodo in cui non siamo ancora pronti a prendere tale decisione, un periodo in cui molti giovani fanno la scelta sbagliata.

Per quanto mi riguarda, sono partito per gli USA proprio per prendermi il tempo per pensare e per aiutare la mia famiglia, visto che in quel periodo di crisi mio padre era senza lavoro.

Io avevo sbagliato università ed avevo la pressione in casa di un padre che non aveva fatto l’università ma che aveva fatto una grande carriera a livello professionale in una grande azienda multinazionale come la General Motors.

Mi ritrovai, quindi, tra due fuochi: l’università che mi stava uccidendo dentro e mio padre che mi spingeva a trovare un lavoro e a costruirmi una vita, convinto che fosse possibile anche senza una laurea.

Ma io non volevo assolutamente adattarmi ad un lavoro mediocre in Italia, quindi presi un volo ed andai dall’altra parte del mondo ed accettai un offerta di lavoro ad Orlando, in Florida. Iniziai a fare il cameriere negli USA e dopo pochi mesi mi resi conto che la possibilità di fare soldi fosse reale: infatti il cameriere, se abile a vendere, guadagnava anche 5000$ al mese, cifre pazzesche per un giovane di 21 anni.

Lì ho vissuto situazioni pazzesche, proprio come in un film, e già dal 2011 avevo il desiderio di comunicare al mondo che in realtà ci fosse un’alternativa… Ma non avevo ancora chiuso il cerchio, non avevo ancora generato un minimo di risultato concreto.

Quindi, aspettai il 2015 per scrivere il mio primo libro, intitolato “Teoria Delle Dimensioni”, ero certo che il chiudere l’università, fondare la mia prima azienda e sposarmi avrebbe chiuso un ciclo ed ero pronto a raccontare il come avessi fatto…

Invece, fu un fallimento, quel libro fu letto solo da 3 persone.

In quel momento, proprio grazie a quel fallimento, aprii gli occhi: dovevo agire per fare in modo che una persona come me, con un forte messaggio da trasmettere, potesse essere ascoltata.

Iniziai allora ad interessarmi di marketing digitale e Luca Borreani fu il mio primo mentore: mi fece scoprire il marketing digitale come opportunità di vita.

In quel periodo io e Matteo Pittaluga eravamo networkers, facevamo network marketing perché pensavamo che quella fosse un’opportunità.

Quel business, però, non funzionava perché non dipendeva solamente dalle nostre capacità, ma era influenzato dalle circostanze esterne. Iniziammo quindi a capire sempre più che il marketing digitale fosse l’elemento che ci serviva per aiutare le persone.

In effetti, ho sempre avuto il desiderio di aiutare le persone che volessero di più. Sono sempre stato intollerante alle persone che hanno avuto tutto facile e che hanno usato questo per emarginare gli altri. Negli anni, infatti, ho capito che esistono due tipi di persone: i self made, cioè quelli che ce la fanno da soli, e quelli che si accontentano e rassegnano o che comunque hanno la vita facile sin da piccoli.

Proprio per questo, insieme a Matteo, abbiamo fondato Marketing Genius: per aiutare le persone ad utilizzare il marketing digitale per ottenere più risultati prendendosi una rivincita su chi non credeva in loro.

In seguito, visto il successo di Marketing Genius, sentivo sempre più la necessità di elevarmi, proprio a livello personale ed empatico, su persone che prima non credevano in me perché mi vedevano simile agli altri.

Io, però, sapevo di non esserlo: insieme a Matteo, credo siamo tra i pochi ad utilizzare la nostra vita per insegnare ciò che abbiamo fatto su noi stessi.

Credo che un formatore debba sempre insegnare ciò che ha già usato su di sé: se tu non hai cambiato la tua vita non puoi insegnarmi a farlo.

Sembra qualcosa di scontato ma purtroppo oggi l’industria formativa è inflazionata da elementi che vendono corsi solo per puro lucro. Questo è sbagliato e danneggia le persone che vedono nel corso che acquistano una via d’uscita da una situazione che non gli piace.

Io combatto tutto questo, i miei valori sono semplici: Verità, praticità e meritocrazia.

Tutto questo ha creato in me, nel 2018, una nuova necessità, quella di superare il concetto ‘vivi delle tue passioni’, vedevo troppe persone fallire seguendo “guru” che in maniera semplicistica dicevano che vivendo delle tue passioni non avresti lavorato più un giorno nella tua vita.

Se la tua passione è altamente monetizzabile e tu sei un fenomeno, allora puoi farlo. Io però ho visto tantissime persone fallire per questo, quindi ho evoluto il concetto chiamandolo ‘Vivi la tua missione’.

Se trovi la tua missione, non è che non lavorerai più un giorno nella tua vita, ma lavorerai così tanto che quando smetterai di farlo starai male perché quella è la tua missione e non puoi smettere di perseguirla… è l’ossigeno che ti tiene in vita.

Il mio film ha un messaggio molto forte: puoi farcela ma devi trovare la tua missione e devi avere un perché forte. Il mio perché era la mia ragazza Lucy e la mia famiglia che ho mandato in pensione praticamente 10 anni in anticipo grazie ai miei risultati imprenditoriali”.

Film Vivi la tua missione: intervista Fabio Gallerani

La tua storia è praticamente lo specchio di quello che nel tuo libro Allinners definisci ‘Viaggio dell’eroe’. Di cosa si tratta?

“Ancor prima di Allinners, avevo già parlato del viaggio dell’eroe nel libro del 2015.

Si tratta del viaggio di trasformazione che compiono tutte le persone di successo e che le persone che falliscono compiono a metà, fermandosi troppo presto.

Il viaggio dell’eroe funziona come un cerchio: parti perché hai una forte spinta interiore e torni per mandare un messaggio forte.

Ovviamente avrai anche delle difficoltà e ti troverai in un punto da cui in realtà non vuoi tornare indietro. Nel mio caso, gli USA erano il punto in cui stavo così bene che non volevo tornare in Italia.

Quello però è un falso successo, un falso segnale: in realtà, lì sei ancora a metà del viaggio dell’eroe.

Se continui ad evolverti, inizi ad affrontare la notte oscura dell’anima che è il momento peggiore della tua vita. Io lo affrontai in Argentina, nel monolocale pieno di scarafaggi nel mezzo della mia prima esperienza da imprenditore.

Un giorno mi arrivò una mail in cui l’università di Bologna mi avvisava che mi avrebbero cancellato gli studi.

In quel momento, come imprenditore fallito, avrei potuto riprendere l’università per poi cercare un lavoro… ma l’universo mi stava pure togliendo quella possibilità.

Superato quel momento, quando torni e riesci a completare quel percorso, concludi un viaggio dell’eroe che è un percorso circolare che tu compi nella tua vita.

Ricorda però che devi sempre continuare ad evolverti ed a volere di più.

Adesso mi trovo infatti in una situazione simile, in un nuovo viaggio dell’eroe.

Oggi sono a Dubai, la mia azienda ha decuplicato il fatturato e sto impattando centinaia di migliaia di persone.

Nonostante il successo, la popolarità ed i risultati di chi segue i miei insegnamenti, non posso fermarmi ed ‘accontentarmi’.

Dicono che la vita si ripeta a cicli, ma a livelli sempre superiori. Il ciclo, però, devi sempre chiuderlo perché, se non lo chiudi, fallisci e, come fallito, diventi una persona che fa solo danni alla società”.

La tua storia è segnata da insuccessi e insoddisfazione per la vita che stavi vivendo. Quanto è importante il fallimento nella strada verso il successo e quindi nella costruzione del personal brand?

“Il fallimento è un qualcosa che deve avvenire. Se non fallisci, non stai facendo il viaggio dell’eroe, ma stai semplicemente giocando facile.

Il fallimento, infatti, è la spinta, il carburante.

Il Sistema Authority™ ad esempio, quando l’ho lanciato per la prima volta, non è stato percepito  così come è stato percepito nell’ultimo periodo, quando ho lanciato la seconda versione.

Infatti oggi avendo un personal brand molto più potente, anche la percezione dei miei potenziali clienti è cambiata e si è evoluta in una cieca fiducia e garanzia di qualità dei miei prodotti formativi.

I fallimenti sono fondamentali per il tuo personal brand perché, comunicandoli, dimostri alle persone di essere vero.

Se le persone si sentono in empatia con te, a quel punto il tuo personal brand viene apprezzato. Se invece tieni tutto per te ed usi gli altri solo per il tuo successo, le persone lo percepiscono e si allontanano.

Quindi, il fallimento è l’esempio che tu dai agli altri di non mollare.

Il personal brand in effetti si basa sui successi, sui fallimenti e sulla condivisione: più fai vedere la verità e più le persone ti seguono.

Io, ad esempio, aiuto solo e solamente le persone che vogliono una rivincita. Se non vuoi una rivincita e ti accontenti, allora non mi seguire perché potrei risvegliare in te quel desiderio di volere di più dalla vita.

Senza dubbio, quindi, è importante comunicare i fallimenti perché sono da esempio. Non dimenticare però che devi anche far capire chiaramente alla tua audience chi vuoi aiutare e chi è meglio che non ti segua.

Oggi infatti sono tutti alla ricerca di followers per creare il proprio personal brand, ma poi si ritrovano attorno persone che non vogliono.

Ci sono influencer con milioni di followers che però guadagnano una centesima parte di quello che guadagnano persone con meno followers ma che hanno preso posizione e polarizzato la loro audience con un messaggio forte e schierato”.

Cosa ti ha fatto capire che la tua strada fosse il digital?

“Dopo il fallimento del mio libro, nel film si vede che nel 2015, insieme a Matteo, torniamo a lavorare ad Ibiza  come promoter di feste in barca in spiaggia. Eravamo falliti a livello imprenditoriale e col network marketing non ce la facevamo a mantenerci… tutto sembrava estremamente difficile.

Un giorno però, io e Matteo capimmo che fosse necessario trovare una soluzione perché rischiavamo la vita ogni giorno. In Argentina, nel 2014, facevamo contatti in strada, dove c’erano omicidi, e ora ad Ibiza facevamo i pr in spiaggia sotto i 40º estivi perché non avevamo alternative.

Non volevamo fare i camerieri, volevamo essere indipendenti, ma quel lavoro era davvero dannoso per la nostra vita, ci stava consumando fisicamente e mentalmente.

Quindi, grazie a Luca Borreani che in quel tempo ci spingeva a buttarci sul digital, ci provammo. Siamo andati All-In nel formarci nel campo del marketing online.

Abbiamo quindi iniziato ad applicare i consigli di un nostro mentore, Chris Record, che ci aveva consigliato Luca, il quale stava studiando da lui e stava ottenendo buoni risultati. Finalmente riuscimmo a fare la prima vendita nel nostro e-commerce rudimentale che vendeva appunto, feste in barca ad ibiza. Capimmo quindi che quella fosse la strada da seguire.

In definitiva, l’estate del 2015 è stata cruciale: dovevamo trovare assolutamente un modo per generare contatti senza morire sotto il sole e, come appena raccontato, il marketing digitale ci salvò letteralmente la vita”.

Qual è il valore reale della formazione online per diventare un imprenditore con un forte personal brand?

“La formazione è tutto. Ho iniziato a formarmi nel 2013, che è stato l’anno in cui sono andato negli USA con la seconda chance. Come si vede nel film, in quel periodo passavo da conferenza in conferenza.

Quando tu vuoi di più dalla vita, devi formarti in maniera maniacale: devi prendere tutti i soldi che hai e metterli su di te.

Le persone si chiedono dove investire… Per esperienza, posso dirti che il miglior investimento, che funziona e che porta soldi, soddisfazione, reputazione e successo alle persone che ti stanno attorno, è investire in te stesso.

Noi infatti facciamo formazione digitale e spingiamo le persone a farlo perché è l’unica via di scampo da una vita mediocre.

Io e Matteo continuiamo a formarci, anche spendendo decine di migliaia di euro ogni anno.

Per questo, non approvo assolutamente i formatori che vendono corsi ma che non investono in sé stessi: si vede lontano un miglio quando una persona ha fatto quello che insegna.

Questo io lo combatto in maniera molto pesante.

Credo che ci siano 2 tipi di persone: quelle che vogliono la rivincita e quelle che non la vogliono. Se hai il fuoco dentro, vuoi una rivincita e vuoi avere me come mentore, o ti formi o non ti seguo.

Ho visto tante persone provarci da sole, persone che non seguono un mentore e che prendono pezzi online qua e là. Come si vede nel film ‘Vivi la tua missione’, nel 2015 anche io ero una persona che provava a farcela da solo. Per esperienza però ti dico che non ha funzionato.

La formazione ha cambiato la mia vita: mi ha permesso di diventare una persona libera finanziariamente, cioè con capacità che mi permettono di guadagnare soldi quando voglio. Se ho delle capacità insostituibili, posso stampare soldi quando voglio perché sono insostituibile.

Oggi mi sento di dire che sono libero finanziariamente, non solo perché ho fatturato milioni con la mia azienda, ma perché le mie capacità sono uniche e difficilmente sostituibili”.

Nella tua storia, così come racconti nel tuo film ‘Vivi la tua missione’, quanto è stato importante avere un mentore per la scalata verso il successo?

“I miei mentori sono stati fondamentali.

A partire dal 2014, Roberto Ravelli, un grande imprenditore, mi ha dato una chance e mi ha guidato nei primi passi da imprenditore.

Nel 2015 ci fu Chris Record e nel 2016 Vick Strizheus, entrambi formatori digitali, che ci hanno dato le competenze per riuscire a fare risultati.

Inizialmente avevamo ignorato l’opzione di avere un mentore. Nel 2014 in Argentina infatti bruciammo 1000 euro in campagne pubblicitarie online in una sola notte proprio perché non avevamo voluto comprare il suo corso e seguire un metodo testato.

È importante seguire un mentore perché quando non lo segui la tua vita va a rotoli. Lo dico perché io stesso ho fatto quell’errore e, viste le conseguenze, non vorrei che tu soffra allo stesso modo.

Negli anni successivi, avere mentori come Grant Cardone, Dan Lok, Brian Tracy ed altre persone, mi ha portato su un livello estremamente alto perché sono mentori di un altro livello, multimilionari.

Sono persone estremamente di successo che mi hanno passato delle skills, pagate a peso d’oro, che mi permettono di guadagnare tanti soldi e di essere, come accennato, libero finanziariamente.

Un mentore deve guidarti nel tuo successo”.

Qual è la tua missione oggi nel mondo formativo?

“Aiutare tutti coloro che vogliono una rivincita professionale ad ottenerla.

Nel dettaglio, mi occupo di aiutare imprenditori professionisti a fare chiarezza su chi sono ed a fatturare di più con strategie di aumento di fatturato attraverso la trasformazione dei contatti generati online in clienti che pagano e che non fanno storie.

Faccio questo perché penso che ci sia veramente poca gente che lo fa a livello formativo. Sono pochi quelli che formano sul posizionamento strategico e sulla chiusura delle vendite, intesa non come vendita pressante ma come vendita autorevole.

Per questo, credo molto nello sviluppare il tuo personal brand ed affermare la tua autorità nel tuo settore specifico sul web.

La mia missione è aiutare solo coloro che vogliono una rivincita. In poche parole, aiuto gli Allinners ed è per questo che abbiamo creato questa cultura. Noi selezioniamo la gente che ci segue, quindi se tu non sei un Allinner non mi seguire. Io penso che tu possa fare grandi cose, però non posso cambiarti il chip nella tua testa.

Un Allinner è una persona che non ha un piano B, una persona che ha deciso di farcela nel proprio progetto professionale o imprenditoriale.

Ho scritto nel 2019 un libro intitolato Allinners, questa volta non solo letto da 3 persone ma diventato best seller a livello italiano nella categoria Lavoro e Raggiungimento del Successo”.

Intervista Fabio Gallerani: film Vivi la tua missione

Nel film parli del Sistema Authority. Puoi dirci di più?

“È un sistema che ho brevettato ed è un marchio registrato nel mondo del marketing: ti aiuta in 3 pilastri a diventare autorevole online in modo da attrarre più contatti e fatturare di più proprio per prenderti quella rivincita professionale che ti meriti.

Il Sistema Authority™ è basato su 3 pilastri più una fondamenta.

La fondamenta è il mindset, ovvero la mentalità da Allinner, di una persona che sa di meritare di più e che però deve eliminare molti paradigmi che lo stanno bloccando nella mente, tipo: non mi merito di guadagnare questi soldi, non mi merito questa vita…

Una volta sbloccato questo, si passa ai tre pilastri. Il primo pilatro è il posizionamento strategico o brand positioning, ovvero la capacità di essere chiaro su chi sei, cosa vendi e perché dovrei pagare te e non un competitor. Esistono delle strategie avanzate per fare questo ed io ho creato un concetto, chiamato Onnipresenza Organizzata, che ti permette di essere presente sul web in maniera massiva e di avere sempre lo stesso messaggio.

In questo modo, le persone che ti trovano non possono mal interpretarti perché capiscono esattamente cosa fai e come puoi aiutarli.

Il secondo pilastro è la gestione dei contatti.

Penso che oggi ci sia un grande problema a riguardo: tutti spingono a creare contatti e fare marketing digitale. Sono d’accordo, d’altronde questa è la benzina, però devi saper cosa dire a quei contatti per portarli poi a pagarti.

Proprio per questo, il terzo pilastro è la chiusura delle vendite. Io insegno una metodologia, chiamata Vendita Autorevole: si tratta di una vendita in cui sei tu a decidere se la controparte paga, anche se sembra assurdo perché siamo abituati diversamente.

Insegno tutto ciò solamente ad imprenditori professionisti, perché credo che questa categoria debba avere delle capacità uniche digitali e non solo delegarle a una forza vendita. Proprio per questo non formo venditori ma formo imprenditori professionisti.

La mia missione è aiutare tutti quelli che vogliono avere la rivincita a farcela in maniera garantita attraverso un sistema testato”.

‘Vivi la tua missione’ mette in luce quanto sia importante focalizzarsi sulla propria strada e sugli obiettivi che si vogliono raggiungere: qual è il miglior metodo al riguardo?

“Io uso un metodo chiamato DMP che però non si trova su Google, né da nessuna parte, ma che viene tramandato in mastermind privati molto esclusivi.

L’ho imparato nel novembre del 2014 in un mastermind con un vecchio guru di 80 anni il quale era socio di Napoleon Hill, che ha scritto il libro Pensa e arricchisci te stesso, un bestseller con milioni di copie vendute.

La tecnica DMP ti aiuta a definire il tuo futuro in maniera programmata.

Con questo metodo, scrivi il tuo futuro al presente e, attraverso una tecnica ben precisa, riesci ad influenzare il tuo subconscio e ad andare in pilota automatico.

È esattamente quello che accade quando la mattina ti svegli, bevi il caffè e dopo ti vai a lavare i denti e non ti sei neanche reso conto di averlo fatto perché il tuo subconscio guida le tue azioni.

Attraverso la tecnica DMP, dal 2014 scrivo il mio futuro al presente ogni tre mesi. Scrivo quello che voglio realizzare e non sono io che mi stresso a farlo accadere: creo dei programmi subconsci nella mia mente che mi portano in pilota automatico a realizzare quello che ho scritto.

Questa tecnica la insegno nel Sistema Authority™, ma solo ai miei studenti privati perché è una tecnica che è proibito pubblicare a livello massivo (forse perché è pericolosa ed aiuterebbe tutti a raggiungere i propri obiettivi).

Il metodo DMP rappresenta la mia tecnica segreta e i miei studenti la sanno applicare: i loro risultati sono pazzeschi. È una tecnica che funziona in ogni settore ed in ogni persona”.

Qual è stato l’impatto del film sul tuo personal brand?

“Dico la verità: questo è stato un esperimento. Forse sono stato il primo nel mondo della formazione online a fare una cosa del genere.

Posso dire che ha un impatto devastante: mi ha scritto gente che mi odiava e che prima mi prendeva in giro, gente che mi ha denigrato e che ora mi fa i complimenti.

A livello di clienti, mi ha permesso di essere finalmente davvero riconosciuto per chi sono, una persona sincera che ti dice la verità in faccia e che ti ha dimostrato che quello che dice lo ha provato nella sua vita.

Sono una persona che, come accennato in precedenza, basa la sua attività da formatore su tre valori: Verità, praticità e meritocrazia

Il mio film dimostra che ho una missione vera, pura, che si basa su valori che sono la famiglia, lo star bene e aiutare gli altri, che sono aspetti importanti.

Sono il primo a sostenere che i soldi che ho guadagnato sono frutto delle persone che ho aiutato e non del mero successo imprenditoriale.

Vivi la tua missione’ aveva due opzioni: distruggere il mio brand o elevarlo a nuove vette.

Ti posso dire col senno di poi che creare un film aiuta davvero tanto, soprattutto per la soddisfazione di essere riconosciuto per chi sei veramente, ma anche per chiudere definitivamente il cerchio di quelle persone che, quando finisci il viaggio dell’eroe, ti vedono sempre come quando sei partito.

Se tu non racconti la tua storia, anche se cambi, le persone ti vedono sempre come quando ti hanno visto l’ultima volta e questo è drammatico. Ci vuole coraggio a raccontare la propria storia e fare un film.

Ad oggi posso dire che l’impatto è stato massivo: mi aspetto adesso tanti formatori che seguano il mio esempio”.

Qual è la lezione più importante che uno spettatore può apprendere dal tuo film?

“Che nella vita devi andare All-In.

Per trovare la tua strada devi osare, viaggiare nell’ignoto, scoprire chi sei. Se non lo scopri tu in primis, non troverai mai il lavoro che ti aiuta a scoprirlo e vivrai una vita di rimpianti.

Lo scopo del film è lanciare il messaggio del titolo: vivi la tua missione. Solo se hai una missione forte e un perché forte, non mollerai mai.

Non accontentarti di vivere delle tue passioni, trova la tua missione e vivila fino in fondo, è l’unica via verso il successo, quello vero”.

Guarda adesso il film qui: https://www.youtube.com/watch?v=qx2iUC0hpTo