Coronavirus & Ecommerce: L’effetto sugli acquisti online

coronavirus ed e-commerce

Coronavirus & Ecommerce: L’effetto della quarantena sugli acquisti online

Il coronavirus ha praticamente preso d’assalto la nostra vita quotidiana. Ma cosa è successo agli e-commerce?

Il mondo interno si è trovato ad affrontare una crisi senza precedenti, mettendo a dura prova le organizzazioni politiche, i sistemi sanitari e soprattutto le aziende di tutto il mondo.

Non parlare di un tema così centrale oggi è impossibile. Ma ovviamente, qui a Business Da Casa, non ci concentreremo tanto sulla parte sociale del coronavirus, bensì su quella economica. Ed in particolare di come questa epidemia ha influenzato i business online.

In altre parole, in che modo la diffusione del coronavirus ha influenzato gli e-commerce?

Per rispondere a questa domanda abbiamo fatto un po’ di ricerche online, ci siamo consultati con il nostro network di conoscenze per capire agli altri imprenditori online cosa stava succedendo e abbiamo anche dato uno sguardo ai dati sulla Cina, che ha già attraversato il momento più difficile e dunque potrebbe essere un esempio.

L’influenza del coronavirus sugli acquisti online

Quando il coronavirus iniziò a diffondersi, l’idea principale di chi fa e-commerce fu: Se le persone si chiuderanno in casa, passeranno una buona parte del loro tempo usando smartphone, pc e tablet.

Dunque, questo non può che significare più acquisti online.

È vero?

Beh in parte… 

Un boom negli acquisti online ci è stato, ma…

Se leggi questo articolo del Sole24ore, il titolo dice: “Triboo, con il coronavirus balzo dei volumi e-commerce”. E parla di un boom del 17% delle transazioni online.

Quindi, almeno il titolo va a sostenere la teoria iniziale: Se la gente non fa acquisti nei supermercati o al centro commerciale, li farà online.

Tuttavia, se si va a guardare bene i dati, il trend non è proprio così.

Il boom negli acquisti online ci è stato, ma principalmente per i beni di prima necessità.

In pratica, non è che le persone stanno fanno shopping online come ai tempi del Black Friday.

Piuttosto si stanno rivolgendo agli store online per acquistare beni che avrebbero acquistato quotidianamente al supermercato: prodotti igienici, sanitari, scorte di cibo.

Dunque, il boom ci è stato. Ma è principalmente a favore dei grandi rivenditori che gestiscono questo tipo di prodotti.

Non penso che tu gestisca un sito dropshipping che vende shampoo e sapone.

Cosa sta realmente succedendo agli e-commerce?

Dunque, ora escludendo i grandi retailers che vendono beni di prima necessità, qual è la situazione per i piccoli e-commerce.

Facendo ricerche sui gruppi Facebook di online marketer e da interrogando altri imprenditori nel nostro network di conoscenze, la vendita di prodotti di lusso è in calo.

Nota tuttavia che per lusso non intendiamo prodotti super-costosi, ma tutti quegli acquisti che non sono un bene di prima necessità: abbigliamento, cosmetici, integratori, gadgets elettronici etc.

Il trend principale è che le inserzioni su Facebook riguardanti questi prodotti ricevono molti click e visualizzazioni ma poche conversioni.

Il sentimento di preoccupazione causato dal coronavirus porta le persone a placare il desiderio di acquisto che avrebbero avuto normalmente.

Inoltre, la mancanza di vita sociale e pubblica blocca totalmente questi acquisti. Dopotutto, perchè dovrei comprare un nuovo paio di scarpe se non posso uscire per i prossimi 30 giorni?

Cosa è successo alla Cina?

Questo studio di Nielsen che ha analizzato il mercato Cinese va proprio a sostenere questa teoria: Non solo ci è stato un calo del 37% nella vendita di smartphone, ma anche un calo generale del 14% del settore manifatturiero (Poca domanda = poca produzione).

coronavirus ed e-commerce

Inoltre, nello studio si possono trovare dei dati molto positivi riguardo la ripresa che sta nel secondo trimestre del 2020. E nonostante sia ancora presto per prevedere cosa succederà, 

La ripresa economica sarà lenta, ma resiliente e si prospetta un boom nelle vendite online.

Tuttavia, questa affermazione va presa con le pinze. L’economia Cinese è molto diversa da quella Italiana. L’economia italiana è principalmente basata sul turismo, che in Cina è molto sofferente sempre causa coronavirus (-80% delle prenotazioni). E questi settori (ospitalità e ristorazione) soffriranno anche nel secondo trimestre del 2020.

Advertising: Cosa si aspettano Google e Facebook

La risposta è abbastanza ovvia, se calano i consumi calano anche gli investimenti in pubblicità online, giusto?

Giusto!

Gli analisti si aspettano che Google e Facebook sperimentano un calo delle entrate pubblicitarie. Alcuni prevedono un calo del 15% sulla spesa pubblicitaria su Google.

Ma Facebook, apparentemente, soffrirà ancora di più a causa di tutti i business del settore viaggi che metteranno in pausa tutte le loro campagne pubblicitarie a causa del coronavirus.

E, queste, rappresentano per Facebook il 30-45% delle entrate pubblicitarie di Facebook.

Opportunità ma anche danni

Questo calo di investimenti in online advertising farà sicuramente calare i CPM e CPC nel breve termine. Tuttavia, quello che si prospetta è che la maggior parte dei marketers conserverà il budget pubblicitario per il secondo semestre dell’anno.

Dunque, per il Q4 del 2020 potremmo aspettarci CPM alle stelle, perchè il budget di 365 giorni si concentrerà in pochi mesi.

Conclusioni

Difficile fare conclusioni in questo scenario. Se sei tra i business che stanno continuando ad avere vendite (ci sono :D), sei fortunato e probabilmente beneficerà dal calo di competizione di advertisers.

Tuttavia, il calo dei consumi generale dovuti al coronavirus andrà indirettamente ad influenzare tutti i settori.

Lo studio Nielsen nominato prima, prevede che in Europa, nel 2020, il GDP subirà un calo del 23% nel migliore dei scenari (ovvero se i governi agiscono in fretta) e del 92% nel peggiore dei casi.

Tuttavia ora, è ancora presto per fare previsioni annuali e bisognerà aspettare che il virus raggiunga il suo picco per trarre conclusioni.