Truffa TelexFREE Sempre Più Schema PONZI? Sembrerebbe di SI!

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truffa

Il Segretario di Stato William F. Galvin accusa direttamente Martedì 15 Aprile 2014 l’azienda di servizi telefonici online per aver creato e promosso un sistema Ponzi (piramidale) da oltre un miliardo di dollari nell’ultimo anno, puntando negli USA ad un target di Brasiliani immigrati.

TelexFREE Inc. ha offerto ai suoi “affiliati” dei titoli non registrati e fraudolenti in Massachusetts. L’azienda spacciava i suoi loschi affari come “Network Marketing” (sistema invece legale). L’ufficio del segretario ha allegato nella sua accusa un documento rivisto dal “Globe” in cui si afferma che solo nello stato del Massachusetts l’azienda avrebbe raccolto oltre $90 Milioni di dollari.

“Nonostante a prima vista TeleFree possa sembrare un’azienda di telecomunicazioni e pubblicitaria, dopo un’attenta analisi del modello di business si può intuire che tutte le attività celano in realtà una piramide ed uno schema Ponzi mirato alla laboriosa comunità brasiliana e statunitense.” dice l’accusa. Non è ancora stato stabilito però l’esatto ammontare che gli abitanti del Massachusetts avrebbero perso nello schema.

Nel frattempo la società ha presentato istanza di fallimento di protezione lo scorso lunedì in Nevada stando a quando dichiarato sul sito stesso. L’ufficio del segretario Galvin ha indagato su TelexFREE per diversi mesi, agendo questo Martedì così da poter bloccare alcuni asset societari per poter aiutare le vittime del raggiro – sforzo che però, grazie alle stesse leggi potrebbe risultare vano proprio dall’istanza di fallimento che proteggerebbe “il debitore” dagli stessi creditori.

“E’ stata la loro palese reazione per difendersi dalle indagini in corso’ Ha dichiarato Galvin

“Ora quello che dobbiamo fare noi è di agire nel modo migliore per poter tutelare tutte le persone coinvolte nella truffa’’

Chiamando la società risponde la segreteria telefonica. “Vogliamo anticipare che le nostre global operations continueranno a fornire ai nostri clienti servizi di alta qualità esattamente come loro si aspettano” ha dichiarato Stuart MacMillan, CEO di TelexFree ad “interim” in una dichiarazione stampa in cui annunciava la bancarotta. 

Secondo l’ufficio del Segretario la società avrebbe otto dipendenti nella sede a Marlborough.

TelexFREE aveva già ricevuto l’ordine di chiudere la scorsa estate in Brasile. Stando ai giornali locali era già stata definita una piramide “finanziaria”.

L’ufficio di Galvin afferma che l’azienda avrebbe raccolto oltre $1 Miliardo in giro per il mondo, “spesso provenienti dai conti di onesti risparmiatori abbindolati dalla promesse”.

L’obiettivo di Galvin pare essere quello di far chiudere l’azienda obbligandola a risarcire, per quanto possibile tutti coloro che hanno perso soldi in questo schema.

Fonte: Boston Globe

Commento

La “passione”, non solo italiana per questi schemi che garantiscono guadagni “passivi” a prescindere dai risultati personali e che si spacciano per aziende di network marketing stanno rovinando sempre più il mercato, oltre che ovviamente, moltissime famiglie in tutto il mondo.

Non serve certamente essere laureati in economia in qualche università prestigiosa per rendersi conto che se un’azienda “promette” dei guadagni sicuri, a prescindere dal reale operato, forse qualcosa di così lecito dietro non c’è. Ormai neppure la reale esistenza di un prodotto alla base può più fare da garante, in quanto, come visto in questo ed in altri casi (Banners Broker docet), si tratta spesso di prodotti/servizi messi li giusto per esserci, ma in totale secondo piano. Un palese esempio di ciò è il nuovo piano di TelexFree che obbliga i suoi affiliati ad avere 5 pacchetti VOIP attivi mensilmente, il che, naturalmente, è piuttosto irrazionale e si contraddice per definizione.

Detto questo il consiglio che diamo agli affiliati italiani di TelexFree è quello di rivolgersi alle autorità competenti, così da provare, come in Massachussets, a bloccare i capitali raccolti in Europa per richiederne un risarcimento (ovviamente operazione complessa e dal difficile risultato positivo).

Prestate attenzione..

Altro consiglio è quello di stare attenti a tutte queste aziende che promettono guadagni a prescindere. E’ vero, qualcuno ci guadagna se entra per primo e ritira prima che l’azienda fallisca, ma, nel 99% dei casi, quelli che passano a queste aziende perché nel Network tradizionale non hanno la voglia (o la capacità?) di sviluppare una rete, perdono comunque i propri soldi in quanto, anche qui, l’unico modo per crearsi delle belle entrate resta sempre e comunque quello di crearsi una rete. Non a caso i primi, almeno in Italia, in queste aziende, sono sempre gli stessi che, trovandosi primi spingono la rete ai massimi, la rendono autonoma, e poi passano a quella dopo appena si rendono conto che potrebbero esserci dei “disguidi” tecnici, spacciando ovviamente queste “manovre”, come: “diversificazione”.

Ovviamente, quanto riportato sopra è il risultato di una situazione in cui i leaders di queste aziende sono “imprenditori improvvisati”, i quali o hanno fiutato i facili guadagni (e si, c’è molta gente che per $10 al giorno di “ROI” farebbe di tutto) essendo consapevoli della brevità del business ma fregandosene per proprio tornaconto, oppure persone che ignorando completamente i processi aziendali e le basi di un sistema finanziario in grado di reggersi in piedi hanno realmente creduto di cambiare la vita propria e quella dei propri conoscenti. In entrambi i casi, che siano persone in malafede, o che semplicemente non abbiano idea di quello che realmente fanno, il nostro consiglio rimane quello di stare alla larga da queste persone. I loro guadagni, magari anche elevati, non sono la dimostrazione che le aziende che scelgono siano serie e che abbiano business model sostenibili nel tempo.

Dovrebbe essere risaputo ormai che anche i peggiori Ponzi della storia, per qualche tempo, hanno pagano gli ignari investitori…

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